Le Beatitudini e Il dono del Consiglio

Le Beatitudini e Il dono del Consiglio

11.06.2019

 

Procediamo con i doni dello Spirito Santo, oggi è il dono del Consiglio. Abbiamo già riflettuto sull’Intelletto[1] e sulla Sapienza: La Sapienza vera, quella che rivela chi è Dio, la verità della vita, la verità di Dio. Quella Sapienza che ci rivela la verità su tutta la creazione, che ci aiuta a penetrare le scritture e a capirne il senso, con l’aiuto dell’Intelletto, perché tutti i doni sono collegati.

Non si possono avere solo sei doni dello Spirito Santo, o li si hanno tutti e sette o non se ne ha neanche uno, perché uno porta all’altro, sono in comunione. Se manca un dono mancano tutti ma se un dono è presente, anche solo in minima parte, ci sono tutti, sono  tutti collegati. Abbiamo detto come i doni dello Spirito Santo portino a quella conoscenza immediata di Dio, a stare faccia a faccia con Dio e ci immergano nel pensiero di Dio. Infatti il compito dello Spirito Santo è quello di portarci a Gesù Cristo, quindi di rivelarci Cristo, di farci conoscere Cristo che nello Spirito Santo ci porta al Padre; questo è il dono dello Spirito Santo.

Il libro “L’Universo e i suoi abitanti”[2] è pieno di questa Sapienza di Dio, ci svela la creazione, ci svela il Suo pensiero, ci svela l’atteggiamento dei patriarchi e il cammino del Suo popolo. Ci svela anche il pensiero di Dio su questo tempo attraverso il programma di Maria e attraverso i suoi strumenti. Per usare un termine delle Sacre Scritture, è un libro sapienziale. Come abbiamo già detto, l’Intelletto risveglia  la capacità di comprendere la Sapienza di Dio e ci orienta verso le cose di lassù. È bello oggi guardare il dono del Consiglio con Barnaba, che la scrittura definisce uomo pieno di Spirito Santo. Vediamo come l’essere pieno di Spirito Santo abbia portato Barnaba a riconoscere subito la presenza di Dio nella chiesa di Antiochia[3], che si era rivolta ai pagani come già aveva fatto Pietro. Barnaba aveva riconosciuto nel suo spirito la presenza di Dio ad Antiochia. Egli sapeva discernere e così sapeva consigliare, inoltre sapeva riportare quello che lui riconosceva essere un dono di Dio agli apostoli, a Gerusalemme e ad ogni uomo. Sapeva riconoscere la strada giusta per arrivare a Dio, al pensiero di Dio; vedeva l’azione dello Spirito Santo, la vedeva in se stesso e la vedeva negli altri. Questo è il dono del Consiglio, è una parte del dono del Consiglio.

Si può vedere quanti danni sia possibile fare senza i doni  dello Spirito Santo risvegliati dentro di noi, quanti consigli si possano dare su un livello umano, correndo il rischio di portare l’altro fuori dalla volontà di Dio e di portare un progetto di Dio fuori dalla volontà di Dio. Quanto è difficile e profondo consigliare, indicare, aiutare. Bisogna essere liberi dentro: liberi verso se stessi ma anche liberi verso gli altri, non tenendo a sé niente e nessuno. Non bisogna avere  nessun tipo di interesse. Guardate che sono sottili certi interessi e certi bisogni, che possono apparire anche spirituali, come il desiderio di rapportarsi con qualcuno, di essere capiti, di portare avanti insieme un’opera. Anche certi bisogni più su un piano materiale possono essere sottili come ad esempio il bisogno che ci sia qualcuno in un Santuario, che ci sia un sacerdote, che ci sia un cuoco. Se partiamo però dai bisogni non sappiamo dare dei consigli e non sappiamo discernere, perchè non siamo liberi, non siamo completamente in quella fede dove siamo certi che Dio guida, Dio sa, Dio agisce e Dio dà tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Si può pregare ma non pilotare. Bisogna stare immersi in Dio, nel Suo Spirito, perché altrimenti anche i consigli più profondi  che possiamo dare, anche quelli evangelici, citando il Vangelo e la Parola di Dio, possono essere pieni di noi stessi, possono essere a immagine e somiglianza nostra e non di Dio, possono essere secondo quello che abbiamo capito noi e non quello che è il dono profondo di Dio.

Come ho detto prima, i doni di Dio, dello Spirito Santo, portano sempre ad una conoscenza di Dio e delle Sue leggi, della Sua volontà e non partono mai da ciò è bene per la Terra. Guardate che lo spirito del mondo è talmente entrato nei cristiani e anche dentro di noi, che discernere tra il bene e il Sommo Bene, discernere ciò che è giusto umanamente ma può non essere Giusto secondo la volontà  di Dio, non è così scontato. Prendo degli esempi: la Madonna non ha seguito i consigli di Zaccaria sacerdote, dei suoi parenti,o di tutta Nazaret, che le proponevano di mandare Gesù alla scuola dei rabbini per diventare maestro; Maria non Lo ha mandato. Le dicevano: “Consiglia a Gesù di non essere così diretto con i potenti, usa un po’ di autorità come Madre su di Lui”, Maria non l’ha fatto. Avevano consigliato anche a Giuseppe di ripudiare Maria secondo la legge, lui non l’ha fatto. Guardando con uno sguardo umano erano tutti consigli basati sulle scritture. Pensate: se Gesù avesse ascoltato i consigli di Pietro e di tutti gli apostoli (consigli dati  dall’amore, dati dal  desiderio di voler portare avanti un’opera) che Gli dicevano di non andare a morire, sarebbe andato contro la volontà di Dio. Anche Giuda Iscariota aveva la sua idea dettata dall’amore umano verso Gesù e verso se stesso. Pensate se San Paolo e San Barnaba si fossero piegati di fronte a tutti gli altri apostoli,  che sostenevano la necessità che tutti fossero circoncisi, ora saremmo tutti circoncisi e sotto le leggi di Israele. Pietro è caduto più di una volta su questo punto: infatti, quando è andato con Paolo ad Antiochia, Pietro, trovandosi solo con gli ebrei, si è scandalizzato per quello che lui e Paolo avevano deciso insieme; per questo Paolo lo richiamava apertamente.

Credo che questi esempi siano importanti da guardare per noi in questo percorso che stiamo facendo nel riconoscere l’azione dei sette doni dello Spirito Santo dentro di noi. È importante saperli sentire e rimanere fedeli a questi doni, per aprire la strada nuova che è antica ma che corre il rischio ogni volta di essere chiusa. A me pare, guardando la storia, che la novità di Dio in continuo corra il rischio di essere chiusa invece che essere allargata fino all’infinito. C’è sempre il pericolo di chiuderla e mi piace vedere che quello che non ha permesso quella chiusura e che quello che permette di portare la pienezza dei doni dello Spirito Santo è la comunione: come Paolo e Barnaba che insistono e la comunione riconosce. Nella comunione, a volte, colui che può dare il parere diverso da tutti e il più estremo, porta invece il pensiero dello Spirito Santo che poi tutti riconoscono. Lo Spirito Santo è sceso su Maria e i discepoli in comunione.

Noi adesso possiamo funzionare e attingere totalmente all’energia primaria, alla forza della Resurrezione se siamo in comunione con la Chiesa di Gesù Cristo, con tutti gli strumenti, come ci è stato detto negli ultimi due messaggi[4]. Fede e comunione; la comunione allarga sempre il tuo pensiero personale e non ti permette di chiudere.

Tornando al Consiglio, è un compito grande, sappiamo che non si può dire “Fai così, te lo dico io, io so, ascolta me”. A noi è stato chiesto di accompagnarci l’un l’altro come un padre e una madre. Ci è stato chiesto di aiutare tutti a riconoscere il proprio sacerdozio regale e a viverlo, a riconoscere la presenza di Dio in ognuno e viverla, a riconoscersi figli di Dio amati e partire da questo. Ci è stato chiesto di aiutare tutti a vedersi preziosi davanti agli occhi di Dio, capaci di ascoltarsi e di discernere e aiutare tutti a condividere nella comunione (nella Chiesa) certe scelte e certi passaggi personali. Così si forma la Chiesa. Non si forma attraverso qualcuno che avendo il dono dello Spirito Santo ordina ad un altro che a sua volta obbedisce,perché, agire così, significa essere ancora a livello dei carismi e non secondo lo Spirito Santo. Tuttavia se c’è qualcuno che ha il dono di aiutare le persone a risvegliarsi  deve metterlo al servizio degli altri ma nel modo in cui abbiamo detto. San Paolo, ancora, una volta è un gigante anche in quelle poche righe di oggi. Innanzitutto dice: “Il nostro parlare, non è stato sì e no, è sempre stato sì, come quello di Gesù, che è stato un sì e in quel sì si sono realizzate tutte le promesse di Dio[5].”

Se vogliamo offrire la vita per ogni persona dovrebbe essere: “Sì, do la vita!” e non“sì e no” oppure “do la vita se mi ascolta ma ritiro la mia offerta se non mi ascolta”. E poi dice San Paolo: “É Dio stesso che ci conferma insieme a voi in Cristo e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori[6]; ce l’abbiamo tutti questo sigillo e non solo San Paolo, Timoteo e Silvano. Paolo dice: “Ci conferma insieme a voi[7] e guardate come guida: “Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita, che non sono venuto a Corinto solo per risparmiarvi[8]. Lo ha riconosciuto in Dio e testimonia che l’aiuto per quelli di Corinto era che non andasse, infatti, se Paolo lo avesse fatto, non li avrebbe aiutati. Poi dice: “Noi, io, Silvano e Timoteo, noi in comunione, non intendiamo far da padroni sulla vostra fede[9]. Se vuoi consigliare, se vuoi aiutare non fare da padrone, perchè quando dici o imponi fai da padrone, se dai regole fai da padrone. “Siamo invece collaboratori della vostra gioia”: aiutare l’altro a vedere cosa ha dentro è portarlo alla gioia e la gioia piena è quando accoglie Gesù Cristo.

Allora portare l’altro a Cristo consiste nel collaborare con lo Spirito Santo a risvegliare i doni nell’altro, perché accogliendo Lui abbiamo la gioia piena. Non è dare ordini ma è portarlo a vedere che Dio è dentro di lui e che non è brutto, cattivo, pieno di  peccati e che Dio è lontano da lui perché  peccatore, no! Dio è dentro di voi, Dio vi ama; accogliete attraverso Gesù Cristo quel Dio. Lui, che è Dio, vi dà la gioia. Allora: “Collaboratori della vostra gioia perché nelle fede voi siete già saldi[10]. Abbiamo Barnaba e Paolo, penso che ci aiutino a comprendere in profondità e a vedere cosa sono questi doni che non sono carismi, non c’entrano con i miracoli. Il miracolo è quel miracolo che diventa un’esplosione di gioia che cambia l’universo, quando scopri che sei figlio di Dio e lo scopri nella sua pienezza; lo Spirito Santo ti porta a questo con i suoi  doni.

Maria Santissima, che ha scoperto cosa era essere figlia di Dio, ci aiuti sempre a dire il nostro sì, che sia  sempre un sì e non un sì  e un no, ma sia sì, sì per noi, sì per il suo programma, sì per ogni anima che ci viene affidata. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

[1] Si riferisce all’omelia “le beatitudini e  il dono dell’intelletto” del 10 giugno 2019, trascritta e pubblicata su questo sito nella sezione “riflessioni sulla parola di Dio”

[2]Cfr Stefania Caterina e Tomislav Vlašić “Riscrivere la storia volume II L’Universo e i suoi abitanti” ed. Luci dell’Esodo 2014

[3]Si riferisce agli Atti 11,19-26

[4]Si riferisce al messaggio di Gesù “La forza della fede” del 18 maggio 2019 e al messaggio dello Spirito Santo del 8 giugno 2019 “Il tempo delle beatitudini” contenuti nel libro “Verso la nuova creazione” volume VI anni 2018-2019

[5]Si riferice a 2 Cor 1,17-24

[6]Ibidem

[7]Ibidem

[8]Ibidem

[9]Ibidem

[10]Ibidem

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