La liturgia parte terza

 

Incontro liturgia

03.12.2017

 

Penso che abbiamo davvero compreso che la differenza la fa lo spirito con cui partecipiamo alle situazioni. Inoltre, il Signore ci ha fatto crescere in questi anni e le nostre celebrazioni sono molto belle, non perché cantiamo bene, ma perché sono partecipate. Ogni persona che arriva, potrà dire che siamo matti, ma nessuno potrà negare che qui incontra una Grazia. Se c’è una forza, c’è Gesù Cristo. Poi ognuno può scegliere: “non fa per me, io non voglio partecipare, preferisco starmene tranquillo, troppo forte, io voglio la mia vita”. Alla fine, pregando,  mi è stato chiaro che è stato così anche quando Gesù si è incarnato sulla terra. C’era Gesù Cristo, era presente in carne ed ossa. Quanti hanno voluto partecipare con Lui? Pochi. Gesù Cristo però c’era e questa è storia. Lo stesso avviene nelle nostre liturgie. Gesù Cristo c’è: durante l’adorazione nessuno può dire che Lui non c’è. Tutti possono dire: “Gesù Cristo c’è ma a me non interessa”. Questa è la libertà. Anche se nello spirito, in questi anni, abbiamo camminato, dobbiamo comunque essere perfezionati. Anche il messaggio di Cristo Re[1], se non lo leggete nello Spirito di Dio, può sembrarvi un richiamo, può sembrarvi forte, ma, in realtà, è l’amore infinito che vuole portarci oltre, se lo seguiamo. Dato che abbiamo buttato via duemila anni a rincorrere delle stupidaggini, adesso dobbiamo correre.Il problema è quello. Infatti, prima, il Signore, poteva darci degli anni per comprendere, capire; invece, adesso, abbiamo forse due giorni: o lo capisci o perdi il treno. È così.  La parte del messaggio di Gesù[2] nel quale parla della preghiera può sembrare forte, può portarci a pensare che non dobbiamo più pregare. Invece, consideratelo come una liberazione, ringraziate Dio che non dovete più pregare ma è Maria che prega. Non è bello? Invece di pensare “ma io volevo pregare”. Ma cosa vuoi pregare? Lascia pregare Maria, tu ama, ama le intenzioni di Maria, ama questo Dio che pensa a te anche se tu non gli chiedi niente. Prendendo la parte del Vangelo: “il Padre vostro sa di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate[3]”, con le parole che Gesù ci ha rivolto con questo messaggio[4], vuole portarci a fare un salto; questo è un altro salto di qualità. Io sono sicuro che il salto di qualità non è che noi non pregheremo più, ma è, se saremo capaci di lasciare le nostre intenzioni, il riuscire finalmente a sentire, come dice San Paolo, “lo Spirito Santo che prega in noi con gemiti inesprimibili[5]”. Riusciremo a esprimere quei gemiti,ma, per farlo, dobbiamo prima liberarci dalle nostre intenzioni e Gesù Cristo, che è il migliore dei maestri, sa come liberarci. Allora, per il momento, ci dice di pregare secondo le intenzioni di Maria, è stato chiaro in proposito: “non voglio più le vostre intenzioni davanti a me[6]”. È così difficile ascoltarlo? Vedete che qui abbiamo proprio la prova di quanto siamo testardi. Cosa ci ha chiesto di così difficile? Se vi avesse chiesto di stare in ginocchio a dire dieci rosari, avreste pregato tutti: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore …”. Invece, Ci ha chiesto di star sereni, gioiosi, che ci pensa Maria.

INTERVENTO: Quando Gesù, nel Vangelo, dice “Beati i poveri di spirito[7], può essere che intenda questo atteggiamento di semplice abbandono e quest’offerta integra a Dio?

RISPOSTA (M): È così. Povero in spirito è colui che ha dato tutto al Signore e non si preoccupa più di nulla. È come un bambino che sta in braccio a suo padre,non si preoccupa, non ha più preghiere, non ha più intenzioni, programmi, idee, pensieri, è povero, è il povero di Jahweh.

INTERVENTO: Stavo pensando: ho 83 anni e non ho mai partecipato davvero ad una Messa partendo dallo spirito, quindi, mi chiedo “Cosa presento io?”

RISPOSTA (M): Stai facendo un passo ancora umano, ovvero che devi avere qualcosa da presentare. Presenta te stesso e basta. A Lui non interessa tutto quello che non hai fatto, interessa quello che fai adesso, quello che fai oggi. Hai detto di non aver mai partecipato ad una Messa partendo dallo spirito, ma se oggi dici a Dio “Sì, eccomi”, Lui è felice e tu sarai pieno. Questa è la bellezza di Dio: non dobbiamo arrivare con lo zaino pieno. È più bello arrivare a Dio non avendo fatto nulla. Cosa aveva presentato quel ladrone sulla croce? Però è andato in Paradiso. Per quel che ne sappiamo è l’unico, lui e la Madonna. Tutti gli altri sono sul calendario, però a quell’uomo Gesù ha detto “Oggi sarai con me in Paradiso”. Questo per dire che nella dottrina della Chiesa c’è tutto. La liturgia è bellissima, è ricca, non ci sarebbe niente da aggiungere, ogni aggiunta è per aiutare a vivere sempre più profondamente la liturgia, ma in realtà c’è già tutto: questo per dire che non siamo strani e che non siamo matti. Se ascoltate la preghiera dell’Eucaristia, ci sono tutte le cose che diciamo noi: si parla di creazione nuova, di universo. In ogni Messa si dice: “In attesa della tua venuta alla fine dei tempi”. Qual è la differenza?  La differenza è voler vivere queste parole e non solo recitarle. È metterci lo spirito. Leggo: “Padre veramente santo, a te la lode da ogni creatura. Per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, nella potenza dello Spirito Santo, fai vivere e santifichi tutto l’universo”. È scritto così, non lo sto dicendo io che la liturgia è la celebrazione della vita. Continuo a leggere “Ora ti preghiamo umilmente, manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo”, come abbiamo detto prima, tutti i doni. Questa è la preghiera di Consacrazione n° 3, ce ne sono sette o otto, però il concetto è uguale per tutte. Leggo anche: “Padre veramente santo, fin dall’origine del mondo tu ci fai partecipi del Tuo disegno di amore per renderci santi come Tu sei Santo”. Quindi, se partecipiamo come abbiamo detto, “per renderci santi”, è Dio che ci fa santi, non è un’azione nostra perché siamo bravi, buoni e belli. Semplicemente accogli quello che Dio opera. E cosa fa Dio? Ti fa santo. Leggo ancora: “Guarda il popolo riunito intorno a Te e manda il Tuo Spirito, perché i doni che Ti offriamo diventino il Corpo e il Sangue del Tuo amatissimo Figlio, Gesù Cristo, nel Quale anche noi siamo Tuoi figli”. Tutti diventiamo figli, tutti diventiamo Corpo e Sangue di Cristo: è un’azione del Padre. Continuo a leggere: “Eravamo morti a causa del peccato e incapaci di accostarci a Te, ma Tu ci hai dato la prova suprema della Tua misericordia, quando il Tuo Figlio, il solo giusto, si è consegnato nelle nostre mani”: non l’abbiamo catturato noi, si è consegnato Lui e si è lasciato inchiodare sulla croce. Vado avanti: “Prima di stendere le braccia fra il Cielo e la Terra, in segno di perenne alleanza”, abbiamo omesso di dire questo: questa è la nuova alleanza. Gli ebrei hanno i Dieci Comandamenti, noi abbiamo questa. Ecco perché San Paolo dice “Chi è sotto la legge è ancora nel peccato, chi è secondo la nuova alleanza, è nello spirito e lo spirito dà vita”. È questa la nostra alleanza, il Sangue di Cristo; non sono i nostri meriti, non sono i nostri sacrifici, le nostre preghiere. L’alleanza l’ha fatta Cristo. Il demonio, quando fa un’alleanza con un uomo, vuole il suo sangue; invece Dio, quando stringe un’alleanza con noi, ci dona il Suo Sangue: “Egli volle celebrare la Pasqua con i suoi discepoli”. La Pasqua è un passaggio, un passaggio infinito dalla morte alla vita, in questo senso gli ebrei ricordavano l’uscita dall’Egitto. Quindi ogni Messa, ogni nuova alleanza, è il rinnovo di questo passaggio: portiamo la nostra morte e usciamo vivi, risorgiamo, celebriamo la Pasqua. Andiamo avanti: “Mentre cenava, prese il pane”: durante la messa, queste, sono le uniche parole professate da Gesù, mentre tutte le altre parole sono dette dal secerdote ministro a nome del popolo. È Gesù che dice: “Prendete e mangiatene tutti. Questo è il Mio Corpo, questo è il mio Sangue”, queste parole non le dice il ministro a nome del popolo, ma le professa a nome di Gesù. Fatto questo, diciamo “Mistero della fede, annunciamo la Tua morte Signore, proclamiamo la Tua risurrezione, nellattesa della Tua venuta.Molti cristiani hanno dimenticato queste verità, le dicono ma non credono: attenti a quello che dite[8].

RISPOSTA (D): Tutte queste parole diventano un’abitudine quando si aspetta solo che il sacerdote finisca di dirle. Perché questo atteggiamento? Perché si è perso di vista il progetto di Dio. Durante la Messa diciamo anche “Tu ci fai partecipi da sempre del Tuo disegno di amore”. Abbiamo detto e abbiamo capito che ogni Messa è un servizio per entrare in questo disegno di amore, nel quale noi siamo i testimoni della morte e della risurrezione di Cristo e lo annunciamo: “Mistero della fede, annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la Tua risurrezione nell’attesa della Tua venuta”. Sappiamo che è il momento di massima testimonianza per la Terra. Pensate che Dio aveva dato il compito ad Israele di tenere viva la memoria del Salvatore e poi quando il Salvatore è arrivato, non l’hanno riconosciuto. Pensate che fallimento. Pensate che questo può accadere anche a noi: Gesù torna e noi non lo riconosciamo anche se a parole diciamo “nell’attesa della Tua venuta”. Questo è il pericolo che corriamo quando parliamo senza credere davvero in quello che diciamo; allora in questo senso “tutto ciò che direte può essere usato contro di voi[9]”. È importante essere integri e coerenti: quello che diciamo, che cantiamo, lo dobbiamo professare anche con il cuore. Allora a noi è stato chiesto anche in un messaggio[10], all’inizio di quest’anno, di tenere viva la memoria della venuta di Cristo, perché questo è il disegno che Dio ha pensato da sempre: l’accoglienza dei fratelli fedeli, gli stravolgimenti nel Cielo, nella Terra e in mare, per poi vedere tornare il Figlio dell’Uomo che discende dalle nubi. Questa è la grande liturgia dove tutte le nostre liturgie diventano un servizio, una potenza, un’attesa, un anticipo. Ma se non siamo vivi noi nel progetto di Dio, questi diventano solo riti, parole, e vengono usate contro di noi.

INTERVENTO: Vorrei dire quanto è bello vedere che queste parole che annunciamo prendono forza dal passaggio di Gesù: dalla passione alla morte per giungere alla risurrezione. Poi diciamo “per Cristo, con Cristo e in Cristo”, così, grazie al Suo Sacrificio, noi torniamo al Padre e proclamiamo “Tuo è il regno, Tua la potenza e la gloria nei secoli”. Non sono solo semplici parole ma prendono forza dal Sacrificio di Cristo; se così non fosse, allora viviamo un rito.

RISPOSTA (M): Si. Riprendo a leggere:“Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, nostra Pasqua e nostra Pace”. Gesù è la nostra vita, abbiamo la pace in Gesù, Lui è la nostra Pasqua. Non ripeto quello che abbiamo detto prima, però, se lo professo deve essere così. “In attesa del giorno beato della Sua venuta alla fine dei tempi”: lo diciamo tre volte “in attesa”, proclamiamo l’attesa, siamo sempre in attesa; la nostra è un’attesa ed è quell’attesa che ci purifica. Ma se non ci credo, cosa attendo? “Offriamo a te, Dio vero e fedele, questo Sacrificio (Gesù) che riconcilia nel Tuo amore l’umanità intera”, tutto questo noi lo viviamo dall’inizio insieme ai fratelli fedeli. Uno dei compiti, però, che spetta a noi uomini della terra di questo tempo è quello di annunciare l’esistenza della vita nell’universo, anche se, come sappiamo, avrebbero dovuto farlo i primi cristiani con Pietro e Paolo[11]. Oggi i fratelli che sono rimasti fedeli e che hanno servito e servono il Signore da sempre, vogliono venire ad aiutarci a servirLo, perché noi senza il loro intervento e aiuto, da soli non possiamo farcela. Anche la nostra liturgia la vogliamo vivere con loro, vivere quella famosa comunione dei santi che professiamo nel Credo, comunione con tutti i figli di Dio, che riconoscono di essere figli in Gesù Cristo. Questo è il nostro compito, tocca a noi. Se una persona non ci crede, non è obbligata, magari è perché non è nel posto giusto. Poi chiediamo a Dio “Custodisci tutti noi in comunione di fede e di amore con …”. Noi abbiamo deciso e lo diciamo, non ho paura di dirlo, di vivere in comunione: con San Michele Arcangelo, con i sette Grandi Arcangeli, con i fratelli fedeli, con i santi, coi giusti, con Maria, con San Giuseppe e con tutta la Chiesa di Gesù Cristo dell’universo. Abbiamo di proposito omesso di dire con il papa, con i vescovi, con … “Perché?” Non perché siamo contro il papa, i vescovi, ma perché tutto il mondo, tutti i veggenti, dicono che siamo in un tempo di confusione, nel tempo dell’Anticristo, del falso profeta e allora non ci mettiamo in comunione con loro perchè non sappiamo quello che pensano. So, invece, come pensa San Michele, come pensa San Raffaele, come pensano la Madonna e San Giuseppe. Se gli altri la pensano come me e come coloro che ho citato, sono contento, altrimenti mi domando se è bene che camminiamo insieme. Poi diciamo: “Aiutaci a costruire il Tuo regno fino al giorno in cui verremo davanti a Te, santi tra i santi, insieme a Maria e ai nostri fratelli che raccomandiamo alla Tua misericordia e allora vivremo per sempre insieme nella creazione nuova”, è scritto sul messale, non abbiamo inventato niente. Lo dico perché qualcuno può chiedervi “dove è scritto tutto quello che dite?” e la risposta è che è scritto nella Dottrina della Chiesa, nel Catechismo; se qualcuno, inoltre, dovesse chiedere “dove avete letto queste cose sull’anticristo?” potete rispondere di andare a leggere il Catechismo. Alcuni preti, alcuni vescovi non lo sanno, però è scritto nel Catechismo. Poi arriviamo al “per Cristo, con Cristo e in Cristo” e, come abbiamo già detto, in questo momento tutto viene elevato al Padre. Poi con Gesù preghiamo il Padre e ci apprestiamo a fare la Comunione. Ancora una volta diciamo a Gesù prima di riceverLo “abbi misericordia, perdona ancora i nostri peccati, non imputarci le colpe”, per poi proclamare “ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati”. È Gesù Cristo che toglie i peccati. Quando poi ricevi Gesù Cristo, Lui scende nella Sua massima potenza. Dove va? Diventa parte di noi. Per esempio: quando mangiamo la pasta, questa, diventa parte di noi. Così avviene anche con Gesù: il suo Sangue diventa il nostro e in questo ci santifica. È in quel momento che avviene l’azione che ci trasforma, sempre che noi non poniamo resistenza. È normale che poi ti nasce il desiderio di benedire buoni e cattivi, benedire chi ti ha fatto del male. Ma perché? perché quando senti questo Amore infinito è naturale che ti venga da cantare, gioire, ringraziare e vivere tutta la vita così. Questa è la liturgia.

RISPOSTA (D): È molto bello quando lo Spirito Santo ci parlava dell’Eucaristia, dove dice che la Messa non finisce e infatti diciamo la Messa continua. Dove continua? “Continua nel tempio del vostro corpo, sull’altare del vostro spirito”. Questo rapporto con la Trinità continua dentro di noi, dove viene celebrata una liturgia vivente. È molto bello vedere che nelle leggi Dio tutto ritrova una risonanza: noi siamo tempio, siamo santuario dove celebriamo. Ci sono stati dati i Santuari dove c’è un’azione particolare: l’effusione particolare dello Spirito Santo che consacra l’ambiente, consacra il popolo e allo stesso tempo anche nel santuario del nostro spirito viene consacrata l’offerta. Allora, questo per dire, che c’è da aprire la mente a questa liturgia, o meglio aprire lo spirito, per pensare in modo nuovo

INTERVENTO: Volevo dire che parlando di comunione universale, comunione con i fratelli fedeli, io credo che più le nostre liturgie si elevano, più ci avviciniamo alla liturgia che celebrano i fratelli fedeli.

RISPOSTA (M): Non è corretto. Non ci avviciniamo alla liturgia dei fratelli fedeli, ma alla liturgia del Cielo, dove anche i fratelli fedeli celebrano, perché noi non siamo indirizzati verso i fratelli fedeli, ma verso Gesù Cristo. Andando verso Gesù Cristo, è obbligatorio incontrare i fratelli fedeli.

RISPOSTA (M): La liturgia del Cielo non sarà tutto il giorno celebrare la Messa. Alla fine resterà un solo sacerdote, Gesù Cristo. Poi anche Lui, consegnerà tutto al Padre e forse non sarà più nemmeno Lui sacerdote. Cosa sarà dopo non lo so, però sarà vivere sempre con la Santissima Trinità. Vivere come? Ma io ho fretta di andare a vederlo. Non lo so come. Se mi faccio un’idea, uno schema e poi non sarà come pensavo rimango deluso. Invece quest’apertura a Dio che mi rinnova ogni giorno, distrugge tutte le mie idee. San Paolo diceva “Tutto considero spazzatura di fronte al conoscere Cristo[12]” e lui aveva studiato alla scuola di Gamaliele, non era uno stupido, conosceva le Scritture, conosceva tutto, eppure è arrivato a proclamare “Tutto considero spazzatura di fronte al conoscere Cristo” e così deve essere per noi, non per una volta ma per sempre. Quello che ho imparato fino a oggi non vale niente rispetto a conoscere Cristo. Se io metto qualcosa che ho imparato davanti al “conoscere Cristo”, questo può diventare un impedimento al mio andare a Gesù. È terribile.

INTERVENTO: Posso chiedere una cosa che forse non riguarda la liturgia? Come si colloca il giudizio universale di cui ci hanno sempre parlato, rispetto alla nuova creazione, a quello che sarà?

RISPOSTA (M): Il giudizio universale si colloca per forza, perché Dio è misericordia ma è anche giustizia. Anche il fatto che i tempi stiano per finire è un atto di giustizia. Sulla Terra il male è venuto sempre più avanti e i cristiani, che avrebbero dovuto rappresentare  la luce, hanno indietreggiato sempre più, fino al punto in cui le tenebre stanno sopraffacendo chi è di buona volontà. I piccoli, quelli che Gesù chiama “i piccoli”, coloro che veramente soffre non possono nulla contro questo mondo, perché lo spirito del mondo ha preso tutto, anche le confessioni cristiane; infatti, queste non fanno nulla per contrastare il male, anzi, addirittura, decidono di mettersi d’accordo a nome di un bene, di una pace. Per forza Dio deve mettere un punto, è giustizia. Che cosa è il giudizio? Siamo abituati a pensare che Dio apre dei libroni e guarda cosa hai combinato. Non sarà così, ma ognuno di noi giudicherà se stesso di fronte allo sguardo d’Amore di Dio e davanti a questo sguardo non può scappare. Noi adesso siamo capaci di nasconderci a noi stessi, di giustificare tutto, di trovare una scusante a tutto, di ammantare tutto di bene, ma quando saremo davanti a quell’Amore, saremo quello che siamo veramente. Allora tu stesso ti dirai: devo stare qua, devo stare là. Sei tu che lo dirai. Il giudizio è un giudizio d’Amore, di questo sguardo d’Amore. Deve venire il giudizio. So che c’è un primo giudizio che avviene quando ognuno di noi muore e poi ci sarà quello finale, alla fine dei tempi  dopo di che cambierà tutto e non possiamo sapere come sarà.

INTERVENTO: Sì, ma la seconda venuta?

RISPOSTA (M): La seconda venuta è per il secondo giudizio

INTERVENTO: Quindi ci sono due venute

RISPOSTA (M): No, una è già stata 2017 anni fa. Nel futuro ci sarà la seconda venuta di Cristo, la venuta gloriosa del Salvatore

INTERVENTO: Quindi è quello che stiamo aspettando. È così vicino

RISPOSTA (M): Sì, è quella e poi ci sarà la creazione nuova per l’eternità. Nella seconda venuta, non ci sarà più il Purgatorio. Anche questo è un altro mistero. Lo risolverà Dio. Io non so come farà, ma Lui lo sa come fare. Ci saranno solo due possibilità o nella creazione nuova o sotto la grande barriera. Come farà? Lasciamolo fare a Lui.

INTERVENTO:  Cosa intende Gesù nel messaggio[13] quando dice che la zizzania è già stata quasi raccolta?

RISPOSTA (M): Intende che è stata quasi raccolta perché quando uscirà l’Anticristo, tutto il male si concentrerà su di lui. Inoltre, è stata raccolta perché, quasi tutta, è stata separata dal grano, ormai è questione di poco tempo; comunque già con il falso profeta, una buona fetta di male si è posizionata. In questo senso, quindi, raccolta.

INTERVENTO: Dentro di noi ci sono sia la zizzania che il frutto, giusto?

RISPOSTA (M): Sì, però stiamo dicendo una cosa diversa, qualcosa di più, è una posizione: destra o sinistra, capri o pecore; invece dentro di noi è un cambiamento, una trasformazione.

INTERVENTO: Dio conosce la scelta di ognuno di noi, no? Quindi chi ha già definitivamente scelto Lucifero rientra in quel “quasi”?

RISPOSTA (M): No, non è neanche questo, perché una persona può aver scelto Lucifero, ma essere ancora in tempo a cambiare e scegliere Dio. Adesso, però si stanno posizionando gli eserciti. Allora noi dobbiamo pregare che presto il falso profeta e l’Anticristo si manifestino. Questo perché? Perché attireranno tutto il male, lo attireranno a sé, sono anche loro strumenti nelle mani di Dio, nessuno scappa dalle mani di Dio. Attireranno a sé il male. Dico “quasi” perché questo avverrà ai giorni nostri.

Allora adesso battezziamo. So che ve l’ho detto tante volte, ma non dobbiamo vivere niente in modo leggero, che sia l’Eucarestia, oppure il battesimo, o altro, altrimenti rendiamo tutto piatto. Invece, tutto ciò che viene vissuto partendo dallo spirito, con il desiderio di donare, di amare, può essere fatto in qualsiasi momento, luogo o posto.

INTERVENTO: Quindi il battesimo non deve per forza essere inserito in una preghiera

RISPOSTA (M): Non per forza, però questo è come lo faccio io, poi ognuno è libero di fare come preferisce. Io a volte, facendo una passeggiata, sento il bisogno di battezzare.Sento un peso, battezzo, però non vado in giro a battezzare a caso.

INTERVENTO: Cosa significa prendere una posizione? Perché può essere che conosciamo qualcuno che non ha scelto Dio, ma noi, senza giudicare, possiamo pregare per quella persona con una preghiera di intercessione e così, forse, anche lei può ritornare a Dio. Noi, allo stesso tempo, pregando ci proteggiamo.

INTERVENTO: Di sicuro giudicare è male. Quando noto qualcuno posizionato dall’altra parte, non spetta a me giudicare. Riguardo alla preghiera, la Madonna, ci ha chiesto tante volte, di aiutarLa a salvare quelle anime che ancora non sono perse. Siamo, però, anche nel tempo di cui parla San Giovanni apostolo: “Per qualcuno puoi anche smettere di pregare” e questo si collega con quello che ci ha detto Gesù nel messaggio[14] di domenica. Pregando, però, per le intenzioni di Maria non corriamo il rischio di commettere questo errore. Maria ama molto di più di me ogni uomo, Maria vede più di me e sa come muoversi. Allora a me piace tanto dire a Maria: “Tu usami come vuoi, prendi la mia vita, fai quello che vuoi, usa le mie preghiere, usa i miei sacrifici, le mie gioie, usa tutto per quello che vuoi tu, io non voglio neanche saperlo, lo scoprirò dopo”, perché so che nelle mani di Maria io posso metterci un centesimo e mi trovo 10 milioni di euro, per fare un esempio banale. Lei sa come far fruttificare la nostra offerta. Questi tempi sono molto delicati e a noi è chiesto di concentrarci sul bene, allora, così, faremo molto.

[1] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[2] Ibidem

[3] Cfr. Mt 6,7-15

[4] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[5] Cfr. Romani 8,26-27

[6] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[7] Cfr. Mt 5,3-12

[8] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[9] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[10] Si riferisce al messaggio di San Michele Arcangelo “Risplendete come stelle di Cristo” del 5 gennaio 2017

[11] Consigliamo la lettura dei messaggi di San Pietro apostolo “La missione universale della Chiesa” del 21 agosto 2012 e di San Paolo apostolo “Un tempo nuovo per la Chiesa di Dio” del 30 agosto 2012

[12] Cfr. Fil 3,5-14

[13] Si riferisce al messaggio di Gesù Si riferisce al messaggio di Gesù “Inizia il conto alla rovescia” del 26 novembre 2017

[14] Ibidem

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