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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
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Luci dell’Esodo

Stefania Caterina racconta ad Affaritaliani.it le sue rivelazioni: “Non sono alieni, ma figli di Dio”

http://affaritaliani.libero.it

LA STORIA/ “Nel 1998 avvenne una svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l’universo, che avrebbe coinvolto l’intera creazione fino a trasformarla”. In una lunga intervista, Stefania Caterina (dal ’94 consacrata laica), racconta ad Affaritaliani.it le rivelazione divine di cui ha parlato in vari libri e che le “fanno compagnia” da quando era una bambina. Inoltre, sulla differenza tra le sue visioni e gli avvistamenti ufo, chiarisce: “Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, e ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell’universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo”

Lunedí 21.03.2011 08:10


stefania

Stefania Caterina, nata a Genova il 19 gennaio 1959 da una famiglia cattolica praticante,dalla quale ha ricevuto una solida educazione cristiana, in gioventù ha fatto parte di diversi movimenti ecclesiali, dedicandosi da attività di volontariato e all’insegnamento del catechismo. Laureata in giurisprudenza, ha lavorato sette anni come funzionario nella Pubblica Amministrazione. Nel 1994 ha deciso di lasciare tutto per consacrarsi totalmente a Dio e alla Sua opera, mettendo a disposizione del Signore i doni ricevuti da Lui. In una lunga intervista ad Affaritaliani.it racconta le sue rivelazioni.


Tra le tante che ha ricevuto, qual è stata la rivelazione più importante? E perché?
“Per rispondere a questa domanda, mi sembra utile fare una premessa, ripercorrendo brevemente le tappe fondamentali del mio cammino spirituale. Le rivelazioni sono iniziate molto presto nella mia vita; me ne ricordo fin dall’infanzia. Esse hanno accompagnato la mia crescita umana e spirituale. Si sono sviluppate in rapporto alla mia capacità di comprendere che, logicamente, variava a seconda dell’età e delle esperienze che, di volta in volta, attraversavo nella vita. Da sempre, fin dalla più tenera età, ho udito una voce ferma e chiara che parlava dentro di me e mi spiegava molte cose spirituali, dandomi consigli anche sulle piccole cose di ogni giorno, aiutandomi a capire ciò che non capivo. Spesso vedevo Gesù, ma ero molto piccola e accoglievo questo con naturalezza senza pormi domande. Crescendo, intuivo che la voce che mi parlava fosse qualcosa di diverso da me, dato che esprimeva pensieri differenti dai miei, e spesso correggeva i miei punti di vista.   Nell’infanzia e nell’adolescenza, le rivelazioni che ricevevo servivano piuttosto a gettare le basi della conoscenza di Dio e del cammino spirituale che spetta ad ogni cristiano. A quell’epoca, non sapevo dare un nome a tutto questo. Non mi ero mai interessata a fenomeni mistici, né avevo parlato con esperti in questo campo, pur conoscendo e frequentando movimenti religiosi e sacerdoti di valore. Ero arrivata alla personale convinzione che si trattasse di quella che viene definita la “voce della coscienza”, e che perciò fosse un qualcosa di naturale, un dono di Dio concesso ad ogni individuo e non solo a me. Ero certa che tutti vivessero le stesse esperienze, e perciò non mi veniva neppure in mente di chiedere spiegazioni al riguardo. Ricordo bene che, nell’adolescenza, quando qualche amica mi confidava i suoi problemi, le suggerivo di chiedere aiuto alla voce della sua coscienza, convinta com’ero che dovesse risponderle come accadeva a me.  All’età di venticinque anni, parlando casualmente con un caro amico di famiglia, una persona di grande fede e molto più adulta di me, che aveva esperienza di fenomeni straordinari, accennai alla “voce della mia coscienza”. Questa persona mi aiutò a comprendere meglio ciò che mi stava accadendo e mi mise in contatto con P. Bonaventura Maria Raschi, un frate francescano molto noto nella mia città, Genova, per le sue grandi esperienza mistiche. Con il suo aiuto cominciai un  cammino spirituale intenso, che dura a tutt’oggi. Il Signore non mancò di darmi segni esteriori per confermare ciò che avveniva in me. Le rivelazioni che ricevo in quella fase, erano volte a farmi prendere coscienza della realtà dentro di me, a comprendere e mettere in pratica gli insegnamenti che ricevevo e a testimoniare ciò di cui venivo messa a parte, anche se si trattava ancora di una testimonianza ristretta alla cerchia degli amici e dei conoscenti. In questa fase, la figura di Gesù era centrale, e si poneva nella mia vita come il Maestro. Mi preparava alla missione che mi attendeva, senza nascondermi le difficoltà che avrei incontrato e ripetendomi spesso che avrei dovuto parlare di lui a moltissima gente. A poco a poco, altri strumenti si affiancarono a Gesù, a cominciare da Maria SS. , e poi gli angeli, i santi, fino ad arrivare ai fratelli di altri pianeti. Iniziò anche la profonda e toccante esperienza con le anime dei defunti, che venivano a me, col permesso di Dio, a chiedere aiuto e preghiere, nonché le tante e forti esperienze nel campo della guarigione delle radici genealogiche. In tutto questo, cominciava a delinearsi davanti ai miei occhi, un quadro molto vasto dell’opera di Dio; emergeva un panorama di situazioni ed eventi, al cui centro si stagliava nettamente la figura di Gesù, al quale tutto doveva essere costantemente riportato.  La mia vita prese una direzione ben precisa, ed era sempre più chiara in me la determinazione a lasciare tutto per servire Dio, donandogli interamente la mia vita per essere completamente a disposizione dei  suoi piani e desideri. Nel 1994, lasciai la famiglia ed il lavoro, unendomi ad altre persone che credevano nei miei stessi ideali, con le quali vivo anche oggi. Con loro condivido il cammino, le esperienze e l’impegno della testimonianza. Nel 1998, avvenne un’altra svolta importante nelle mie esperienze. Gesù e tutti gli strumenti che si presentavano a suo nome, cominciarono a parlarmi apertamente di un piano di Dio per tutto l’universo, che avrebbe coinvolto l’intera creazione fino a trasformarla; il preludio alla venuta gloriosa di Cristo, la preparazione dell’umanità alla scelta definitiva fra Dio e Satana, fra il bene e il male. Mi fu spiegato che, attraverso questo piano, si sarebbe gradualmente giunti a ricapitolare in Cristo tutte le cose, in cielo e in terra, secondo la definizione dell’apostolo S. Paolo nella lettera agli Efesini (Cfr Ef 1, 8-12). L’azione di Dio, per mezzo di Gesù Cristo, avrebbe portato l’umanità a vivere una dimensione nuova dello spirito, fino a che Gesù stesso avrebbe consegnato l’intera creazione redenta a Dio Padre, alla fine dei tempi. Sarebbe dunque stato un cammino graduale ma inarrestabile.  Nel manifestarmi tutto questo, Gesù mi disse  che le rivelazioni che avrei ricevuto da allora in poi, avrebbero dovuto un giorno essere portate a conoscenza dell’umanità. Dovevo essere pronta a ricevere queste rivelazioni con umiltà e con un atteggiamento di profonda apertura, comprenderle e viverle. Un giorno sarei stata chiamata a testimoniare l’esistenza di tale piano, senza tirarmi indietro, con coraggio e onestà, qualunque fosse il prezzo da pagare. Da allora ad oggi, le rivelazioni che ricevono proseguono nella spiegazione dettagliata del piano di Dio di ricapitolare tutto l’universo in Cristo. Di questo ho parlato in tutti i miei libri, e questo testimonio a chiunque sia interessato a conoscere ciò che Dio sta facendo nella creazione a favore dei suoi figli. Venendo alla domanda iniziale, direi che la rivelazione più importante fra le tante che ho ricevuto, è proprio quella riguardante l’esistenza e la realizzazione del piano di Dio di ricapitolare in Cristo tutte le cose. Penso che questa rivelazione sia l’asse portante di tutte le altre, il punto focale verso il quale convergono tutte le conoscenze che ho acquisito lungo gli anni, attraverso le esperienze straordinarie vissute. In questa rivelazione, tutto è costantemente rimandato alla figura di Gesù Cristo, unico Salvatore e Mediatore; la sua morte e risurrezione sono il fulcro di ciò che è, è stato e sarà, il centro dell’ azione di Dio che coinvolge vivi e defunti. Perciò ritengo fondamentale questa rivelazione, poiché permette una chiave di lettura di ciò che esiste e accade nella realtà, sulla terra come nell’universo”.

Qual è stata la sua prima rivelazione? Come ha vissuto quel momento? Ha avuto paura?
“Come ho già detto, non ricordo un momento preciso della mia vita in cui ho ricevuto la prima rivelazione, dal momento che ho vissuto fin da piccola queste esperienze. Però ricordo un’esperienza in particolare; si tratta di una visione che risale a quando avevo circa cinque anni. Vedevo Gesù crocifisso ed io stavo ai piedi della croce. Il sangue di Gesù mi bagnava ed io ero addolorata e piangevo; avrei voluto salire sulla croce per staccare Gesù e strapparlo a quel supplizio. Ero una bimba di pochi anni e non potevo far niente; inoltre, c’erano tanti uomini cattivi che urlavano attorno alla croce. Poi, ad un tratto, Gesù ha staccato il braccio destro dalla croce e mi ha detto di avvicinarmi a lui; mi ha cinto con il braccio e mi ha sollevato a lui, poggiando la mia testa sul suo cuore. Il suo sangue mi bagnava tutta ed io baciavo il suo petto. Non avevo alcuna paura, ed il dolore era passato, ero felice di stare con Gesù anche se lui stava sulla croce. Questa visione si è ripetuta altre volte nell’infanzia e nell’adolescenza. Attraversando le prove della vita, compresi che cosa volesse dire per me quella visione: significava stare con Gesù, in ogni situazione, unirmi a lui anche nel dolore, e che lui non mi avrebbe mai lasciata sola. Così è stato e posso testimoniarlo; il braccio potente di Gesù mi ha sempre sostenuta e mi ha dato la forza e la grazia di testimoniarlo, anche attraverso ciò che scrivo, anche in questo momento”.

Si è chiesta perché è stata scelta proprio lei per ricevere queste rivelazioni?
“Certo che me lo sono chiesta! Se nell’infanzia recepiamo le esperienze con semplicità e senza troppe domande, crescendo vogliamo conoscere ciò che ci accade; credo sia così per tutti. Arrivata alla giovinezza, e alla consapevolezza della natura straordinaria delle mie esperienze, cominciai a chiedermi perché questo capitasse proprio a me. Non avevo cercato nulla, né ero mai stata una persona particolarmente ambiziosa o desiderosa di mettermi in mostra. Anzi, ero piuttosto timida e riservata, e non mi allettava molto l’idea di dovermi un giorno esporre alla curiosità della gente. Finché un giorno Gesù mi disse: “Se io ho scelto proprio te, chi sei tu per discutere la mia scelta”?  Da quel momento compresi che nessuno di noi è migliore di altri e che è Dio a scegliere, non noi. Lui sa perché mi ha scelta e mi conosce ben più di quanto mi conosca io stessa. Capii anche che la volontà di Dio su di noi si può accettare o meno, la si può comprendere o meno; una cosa sola non si dovrebbe mai fare: metterla in discussione. E così è stato per me. Non sempre ho capito subito, e non sempre sono stata immediatamente pronta ad accettare, perché sono un essere umano con i miei limiti e le mie fragilità; però non ho mai discusso con Dio, mi sono lasciata portare dalla sua mano, anche ad occhi chiusi, anche quando mi ha chiesto di camminare sulle acque (cfr Mt 14, 22-33). Così facendo ho potuto sempre arrivare a capire ed accettare tutto. Tra l’altro, Gesù mi ha sempre spiegato che lui non chiede a nessuno di credere in qualcosa che non riesce a capire; ci è sempre data la luce interiore per comprendere ciò che ci viene chiesto, perché siamo esseri liberi. Dio rispetta la nostra libertà fino in fondo e ci chiede di aderire liberamente alla sua volontà. Se mi accade di non capire subito, chiedo a Dio di guidarmi e di donarmi la grazia per comprendere, e la luce arriva sempre. Gesù si aspetta da me che io per prima comprenda ciò che mi viene mostrato e spiegato, e che lo metta in pratica nella vita di ogni giorno. Questo mi sembra perfettamente logico: se io non vivo ciò di cui parlo agli altri, come potrò essere credibile? Non mi sento chiamata a divulgare delle belle teorie, o a manifestare qualche fenomeno; ma a testimoniare ciò che ho vissuto, ciò che è sceso dal cielo per incarnarsi in me, attraverso la mia fede, la speranza e l’amore, anche attraverso la fatica del mio vivere quotidiano. Sì, la fede è dono ma anche conquista, e nell’esperienza della vita sulla terra è ben presente la lotta contro il male, il limite e la corruzione. Però la mia esperienza è che offrendo la vita a Dio, le difficoltà che dobbiamo affrontare non sono mai superiori alla forza che ci viene donata. Oggi non mi pongo più alcuna domanda sul perché sono stata scelta proprio io; quello che veramente mi interessa è come rispondere al meglio ai desideri del Signore e come partecipare pienamente alla sua azione, rimettendomi completamente a lui, e donandogli al vita incondizionatamente. Non posso dire di essere perfetta, nessuno lo è, ma mi sforzo per fare del mio meglio. Dio gradisce il nostro impegno generoso. Più che i risultati, a lui interessano la purezza delle nostre intenzioni, e la rettitudine della nostra coscienza”.

Oggi si parla molto di avvistamenti di ufo e alieni. Lei ha preso nettamente le distanze da qualsiasi paragone tra le sue rivelazioni e gli avvistamenti ufologici o gli orientamenti new age. Può spiegare una volta per tutte la differenza?
“Desidero premettere che ho rispetto per le esperienze di chiunque, e non intendo fare crociate contro nessuno. Se è vero che, nel campo dell’ufologia, talvolta incontriamo una certa confusione,  sono tuttavia convinta che, in questo ambito, ci siano molte persone di valore, che hanno dedicato l’esistenza alla ricerca della verità circa la vita nell’universo, dando un notevole contributo in tal senso. Perciò non ho preso le distanze dalle esperienze di altri ma da un certo approccio all’argomento che non mi appartiene, e mi spiego meglio.  Le mie esperienze in questo campo non partono dall’osservazione dei fenomeni, o da uno studio tecnico-scientifico. Non si tratta neppure della tematica fondamentale nelle rivelazioni che ricevo. Le mie esperienze avvengono nello spirito, quando cioè il mio spirito si unisce a Dio, attraverso la mia donazione a lui e la preghiera. Non sono io a cercare di conoscere. Io mi limito ad offrire me stessa a Dio, prego e mi offro a lui; è il suo Spirito che mi mette in comunicazione con questa realtà, rivelandola ai miei occhi per quella che è in Dio. Non si tratta di qualche sporadico contatto (non sono una contattista), o di qualche isolata rivelazione. Si tratta piuttosto di una comunicazione che fluisce liberamente nello Spirito Santo. Non sono mai salita fisicamente a bordo di astronavi aliene, ma sono stata portata in spirito a visitare molti pianeti, ed ho potuto rendermi conto delle condizioni di vita di tanti fratelli dell’universo, ricevendo molte spiegazioni al riguardo. Nelle mie esperienze, gli abitanti di altri pianeti non sono mai definiti extraterrestri, termine che non amo molto, cioè esseri diversi da noi, al di fuori della nostra vita. Al contrario, mi sono stati mostrati e si sono presentati a me come fratelli, creati a immagine e somiglianza di Dio, redenti da Gesù Cristo. Possiedono la nostra stessa dignità di figli di Dio, e sono destinati come noi a condividere il regno di Dio. Non sono neppure identificati con gli angeli, la cui presenza nella mia vita e nelle rivelazioni è davvero rilevante; questi ultimi sono spiriti puri al servizio di Dio, coloro che aprono la strada al popolo verso la realizzazione delle promesse divine.   Come ho accennato prima, tutto ciò che esiste e si muove nell’universo, rientra nel quadro più ampio dell’azione di Dio in questo tempo, un’azione che sta portando sempre più alla luce tutto ciò che esiste nell’universo. Neppure i santi in paradiso, né le anime dei defunti si sottraggono a questa azione divina, anzi, partecipano pienamente alla realizzazione del piano di Dio di ricapitolare tutto in Cristo. Le stesse forze infernali dovranno fare i conti con la potenza di Dio, che passerà anche attraverso i suoi figli fedeli. Al centro dell’universo sta Gesù Cristo, che sorregge l’intera creazione. La sua opera incessante attira a sé ogni uomo di qualunque pianeta, che, prima o dopo, si troverà a faccia a faccia con lui. Gesù è il Re dell’universo, colui che è venuto sulla Terra per riscattare l’intera umanità dell’universo dal male e dalla corruzione, per rivelare il volto di Dio, ed instaurare il suo regno. Il regno di Dio è il regno di Cristo, fatto di valori e di leggi ben precise, che sono le stesse in tutto l’universo. Il regno di Dio già oggi vive in quanti che lo accolgono. Esso si espande attraverso coloro che ne vivono i valori e le leggi. Tuttavia, dovrà estendersi all’intero universo; perciò l’intera umanità sarà chiamata a decidere se vuole o no far parte di questo regno, o se intende aderire al regno di Satana, i cui valori si esprimono nell’egoismo e nella corruzione. Alla fine dei tempi, Gesù consoliderà definitivamente il suo regno e lo consegnerà a Dio Padre, nella potenza dello Spirito Santo, dopo averlo definitivamente separato dal male e dalla morte. Ne faranno parte tutti coloro che lo avranno sinceramente e liberamente scelto. Sarà questa la nuova creazione, i cieli nuovi e la terra nuova di cui parla la Bibbia (cfr Ap 21). L’azione di Dio in questo tempo, e la missione di quanti si donano a lui, è  quella di portare ad ogni uomo l’annuncio e la testimonianza dei valori e delle leggi del regno di Dio che Gesù Cristo ci ha insegnato. In questa luce vanno lette le rivelazioni che ricevo: esse sono una testimonianza dell’opera di Dio e del suo regno, che è il regno di Cristo.  Direi che le mie esperienze portano ad una visione cristocentrica della vita nell’universo, pienamente calata nel piano di salvezza annunciato nel Vangelo. Ed è proprio la centralità di Cristo che, a mio parere, segna la differenza rispetto all’ambito ufologico, al movimento New Age o ad altre esperienze che, ripeto, non intendo assolutamente giudicare”.

Cosa pensa la Chiesa dei suoi libri e delle sue rivelazioni? Che reazioni “ufficiali” ci sono state?
“Fino ad oggi, la Chiesa non si è pronunciata ufficialmente sui miei libri e, più in generale, sulle rivelazioni che ho ricevuto. Ci sono state delle isolate prese di posizione in alcuni ambienti cattolici, che però non hanno mai assunto carattere di ufficialità. L’Autorità ecclesiastica ha il compito di osservare e discernere con la dovuta attenzione e con ragionevole prudenza. Tuttavia, mi piace sempre ricordare che la Chiesa non è costituita solo dalla sua gerarchia ecclesiastica, ma anche dal popolo di Dio. Quest’ultimo, nella storia della salvezza, spesso ha riconosciuto i fenomeni soprannaturali con largo anticipo rispetto alla gerarchia stessa, attraverso un cammino di fede. Se guardo a questa Chiesa, devo dire che i miei libri hanno incontrato un largo favore da parte del pubblico e non solo in Italia; il mio primo libro “Oltre la grande barriera” è già stato tradotto in sei lingue, e altre traduzioni sono in corso. Anche del secondo libro “Riscrivere la Storia – Vol I – Nel pensiero di Dio”, sono in corso diverse traduzioni. Sono anche molto soddisfatta dell’interesse mostrato dai lettori nei confronti del sito “www.versolanuovacreazione.it“, attraverso il quale viene tracciato un cammino spirituale per quanti sono interessati. I messaggi in esso pubblicati mensilmente, sono stati molto apprezzati, tanto che ne abbiamo tratto un libro intitolato, come il sito: “Verso la nuova creazione”. Ricevo inoltre moltissime lettere ed e-mail da parte di persone che mi esprimono stima, e affermano di aver cambiato in meglio la loro vita, grazie alle rivelazioni contenute nei miei libri. Infine, ho incontrato, in questi anni, molte persone interessate a conoscere più approfonditamente gli argomenti trattati nei libri; ho visto in tanta gente un sincero desiderio di amare e servire Dio. Questo, ovviamente, mi riempie di gioia ma, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più responsabile di fronte a Dio e al mio prossimo, e mi spinge ad impegnarmi sempre di più a stare davanti a Dio per migliorare me stessa”.

Sta lavorando a un nuovo libro? Di cosa parlerà?
“Sì, sto lavorando ad un libro nuovo, il secondo volume della serie “Riscrivere la storia”. Esso conterrà sicuramente ulteriori approfondimenti delle tematiche già trattate, sempre in linea con il piano di Dio di cui abbiamo parlato. Devo però specificare che non sono io a decidere cosa e come scrivere ma è il Signore stesso a farlo. Neppure il titolo lo decido io. Durante la stesura del testo, poi, sono costantemente accompagnata dalla guida attenta del Signore e dei suoi strumenti, ad esempio gli arcangeli, di modo che non posso spaziare nelle mie fantasie, né imporre le mie interpretazioni. Ciò non significa che io sia passiva o distaccata, tutt’altro! Mentre scrivo un libro, il mio compito consiste nell’essere aperta incondizionatamente all’azione di Dio, mettendo da parte ogni più piccola ambizione o preoccupazione di successo o insuccesso. Devo essere semplicemente uno strumento, una sorta di radiolina che capta le frequenze in modo limpido, senza interferenze. Scrivere questi libri ha rappresentato per me un cammino nel cammino. Tutto ciò che ho scritto, l’ho prima vissuto dentro di me. Posso affermare che ogni libro ha segnato anche una tappa importantissima del mio cammino personale. Torno a ripetere che sono stata chiamata per prima ad accogliere, credere e mettere in pratica gli insegnamenti che ho ricevuto. Il Signore non mi ha mai chiesto di essere un semplice “ripetitore di messaggi”, ma una persona libera e consapevole, che comprende e partecipa con tutta se stessa agli avvenimenti dello spirito. Sono consapevole che solo in tal modo posso essere uno strumento fedele dell’azione di Dio”.

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