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Attraversare e sconfiggere la morte e gli inferi

Come figli di Dio e figli della risurrezione, siete chiamati ad attraversare la morte e gli inferi per sconfiggere entrambi. Non preoccupatevi di come e quando ciò avverrà; siate semplicemente consapevoli che vi è stata elargita la grazia per un tale compito, che non sarete voi da soli a portarlo a termine ma io, in voi e attraverso di voi. Desidero indicarvi alcuni passi.

Vi chiedo prima di tutto di non preoccuparvi. Più vi viene chiesto, e più vi è donata la grazia che vi occorre. Dio non vi chiede mai di fare dei passi oltre le vostre possibilità. Perciò cercate di scacciare da voi ogni preoccupazione.

Vi raccomando di seguire particolarmente Gesù. Seguitelo come vostro Maestro e Pastore, seguitelo imitando la sua vita. Vi invito ad uniformare sempre più la vostra vita allo Spirito di Cristo, ad essere sempre più simili a lui, a trasformarvi attraverso di lui, permettendo che egli regni dentro di voi, perché questo è il regno di Dio.

Vi chiedo di avere fiducia nella vita di Dio che riposa in voi, nonostante la vostra debolezza. Sforzatevi di non mancare mai di fiducia in voi stessi. Sappiate attribuire a voi stessi il giusto valore, giudicatevi degni del Signore perché vi ha chiamati. Senza stimarvi né migliori né peggiori degli altri, siate invece consapevoli che siete tempio di Dio; perciò, con il mio aiuto e sotto la mia guida, cercate di arrivare ad avere una giusta stima di voi stessi.

Cercate anche di evitare che le cose, le persone, le situazioni vi schiaccino e vi impediscano di scoprire in voi stessi la dignità di figli di Dio. Il primo obiettivo di Satana è quello di privare l’uomo della sua dignità di figlio di Dio; perciò abbiate fiducia in voi stessi come figli di Dio, amati e scelti da lui. Voi siete strumenti nelle mani di Dio; anche se lo strumento di per sé può non essere perfetto, è perfetto Colui che lo fa funzionare. Vi chiedo di avere questa fiducia in Dio, e in voi stessi come strumenti di Dio.

Provate sul serio ad abbandonare il vostro peccato. So che vi impegnate ad essere migliori ma questo non basta: occorre anche che non rimaniate paralizzati a causa del peccato. Perciò vi raccomando di non chiudervi in voi stessi come in un carcere; lasciate a me le chiavi del vostro spirito affinché io vi apra le porte per ridarvi la libertà. È mio compito portarvi fuori dal peccato e dalla morte ma non sempre collaborate con me, e così rimanete intrappolati nel vostro peccato. Permettetemi di liberarvi in ogni momento perché il vostro Creatore lo desidera, vi vuole liberi perché liberi vi ha creati.

Spesso commettete l’errore di giudicare voi stessi e questo vi procura tanta sofferenza. Comprendete invece che non spetta a voi giudicare neppure voi stessi; di ogni peccato sarà Dio a giudicare. Vi raccomando quindi di non umiliarvi più del necessario e di non colpevolizzarvi fino a farvi male; sappiate invece guardare il vostro peccato e la vostra debolezza per offrirli a Dio, affinché lui vi aiuti a superarli, senza traumi e forzature inutili. Avrete la grazia per fare questo, se sinceramente lo desiderate.

Vi invito ad essere misericordiosi nei confronti del prossimo, di guardare al peccato e al limite altrui così come dovreste guardare ai vostri: con carità, con serenità, senza giudizi. Lasciate che sia il Padrone a giudicare il suo servo, voi andate avanti. Cercate di non chiudervi neppure nel peccato degli altri, di non rimanerne scandalizzati, né di giudicarlo. Lasciate tutto nelle mani di Dio al quale appartengono le chiavi dell’abisso che sta in ogni uomo.

Sappiate offrire a Dio i peccati dell’umanità, così come ha fatto Gesù. Allora sarete sacerdoti del Regno di Dio insieme a Cristo, strumenti di salvezza, un ponte di luce fra Dio e l’umanità.

Torno a chiedervi di consegnare a me le chiavi della vostra vita, di non opporre resistenza alla mia azione. L’uomo ha una mania: quella di chiudere a chiave la porta della sua anima e di tenersi le chiavi in tasca. Vi consiglio invece di dare a me le chiavi della vostra anima, affinché io apra o chiuda i vostri spazi interiori, a seconda delle vostre necessità che solo io conosco fino in fondo. Apro le vostre profondità per farvi uscire da voi stessi, le chiudo per proteggervi dal male. Tutto infatti deve essere mantenuto in perfetto equilibrio dentro di voi: il vostro donarvi e il vostro chiudervi quando necessario. Non parlo di una chiusura in senso negativo, naturalmente, ma di protezione dal maligno. Dimenticatevi perciò di avere quelle chiavi in tasca, datele a me.

I passi che vi ho indicato sono importanti; sforzatevi di metterli in pratica! 

Se seguirete il Maestro, anche voi sarete maestri per gli altri ma ricordate: per essere maestri dovete prima farvi discepoli. Quando sarete discepoli perfetti sarete anche maestri.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

tratto da Verso la Nuova Creazione a cura di Stefania Caterina – anno 2010 volume 1, pag . 29