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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

“Giardino chiuso tu sei…fontana che irrora…pozzo d’acque vive” (Ct 4, 12-15)

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Carissimi lettori,

nel messaggio che vi propongo, Santa Chiara d’Assisi parla della contemplazione che è l’apice dell’amore e della preghiera. Vi auguro di scoprire sempre di più lo sguardo amoroso di Dio su di voi e di rivolgere a lui il vostro sguardo d’amore.

Prego per voi e vi accompagno con la mia preghiera.

Stefania Caterina

Messaggio di Santa Chiara d’Assisi[1] del 20 maggio 2013

 


“Carissimi fratelli e sorelle, pace e bene a tutti voi! Il Signore Altissimo mi ha chiesto di parlarvi della contemplazione. Sapete bene che la mia esistenza terrena non è stata altro che contemplazione; perciò ve ne parlo con gioia.

Cos’è la contemplazione? Non è un esercizio ascetico, un’acrobazia spirituale, un concetto astratto ma è il respiro, il riposo dell’anima. Quando Dio ha creato l’uomo desiderava che fosse il suo collaboratore, che partecipasse alla sua opera di governare il creato. Vi è stato spiegato tante volte che il destino dell’uomo non era quello di faticare per guadagnarsi da vivere ma di vivere nella gioia di servire Dio. Il lavoro doveva essere la partecipazione alla creatività divina, resa possibile dalla capacità dell’uomo di comprendere e utilizzare le leggi di Dio.

Il peccato originale commesso dai progenitori ha reso schiava l’umanità della Terra che non ha più conosciuto il riposo. Il lavoro sulla Terra affatica l’uomo, è sempre fonte di preoccupazioni sia quando è troppo sia quando è troppo poco. Dal lavoro dipende il guadagno ed il guadagno non è mai abbastanza per gli uomini: se sono poveri vogliono diventare ricchi; se sono ricchi vogliono diventare ancora più ricchi e non hanno mai pace; poveri o ricchi sono sempre affannati.

Gesù ha detto: “Non affannatevi…” (Mt 6, 25). Egli voleva infatti riportare l’uomo al vero rapporto con il Padre; voleva farci comprendere che Dio è in grado di provvedere al bisogno dell’uomo, e che nel  servizio a Dio  l’uomo trova il necessario e anche il di più. Siamo creati per Dio e per cercare il suo Regno che non è di questa Terra; siamo chiamati a vivere secondo le leggi divine che non sono terrestri e carnali. Dio sa di cosa abbiamo bisogno perché ci ha creati; perciò ci dona sempre il necessario per vivere, sempre che decidiamo di vivere per lui.

Quando siamo disposti a vivere per Dio, quando desideriamo appartenere soltanto a lui e ci doniamo interamente a lui, allora nasce la vera contemplazione che è frutto dell’abbandono fiducioso a Dio. L’offerta della vita a Dio è la chiave che apre il nostro spirito, nel quale Dio ha riposto il suo tesoro. Sì, carissimi fratelli, chi ama Dio si risveglia alla vita vera; chi è disposto a donare tutto riceve tutto dal Padre amoroso. Chi ama desidera contemplare il volto dell’amato e ammira tutto ciò che l’amato compie, sa riconoscere ogni suo atto di delicatezza e di amore. Così fra l’uomo e Dio sboccia una storia d’amore che non finisce neppure con la morte, anzi: nella dimensione dell’eternità l’amante e l’Amato diventano una cosa sola.

La contemplazione è l’atteggiamento di stupore e di silenzio davanti alla grandezza di Dio: la creatura si sottomette al Creatore non per servilismo o per paura ma per amore. Da questo atteggiamento nascono la sapienza e la conoscenza delle leggi della vita. L’uomo si fa docile sotto la mano di Dio e comincia ad operare nella luce: le sue opere sono buone, edificano tutto il popolo di Dio. L’uomo lavora per il Signore ma non sente più la fatica, perché è ricolmo della presenza divina che è riposo per l’anima.

La fede autentica porta sempre alla contemplazione perché l’uomo fedele non teme nulla e sa riconoscere in ogni situazione, anche la più dura, la presenza di Dio, la sua mano che passa silenziosa per guarire ogni dolore. La fede non fa mai perdere di vista Dio che è il centro della vita. Questa è contemplazione.

Anche la speranza porta alla contemplazione perché l’uomo che vive di speranza contempla ogni giorno i doni di Dio mediante i quali egli realizza le sue promesse. Solo un cieco non si accorgerebbe dei doni piccoli e grandi che colmano la vita di ogni giorno. Domani, al risveglio, guardatevi intorno e cominciate a contare i doni che Dio vi fa durante la giornata, partendo dal sole e dall’aria senza i quali non potreste vivere; alla sera vi accorgerete di avere ricevuto molto. Allora ringrazierete e ammirerete il vostro Dio. Anche questa è contemplazione.

L’amore, se è amore, sboccia nella contemplazione. Vi ho già detto che chi ama desidera guardare il suo amato. La contemplazione è figlia dell’amore e non è mai fine a se stessa: la contemplazione spinge all’azione perché contemplando l’amore di Dio, l’uomo si sente colmo di quell’amore e si muove verso il prossimo. Ama gli altri con l’amore di Dio e scopre nei fratelli quello stesso amore. Ed anche questa è contemplazione.

Da tutto questo potete comprendere che siete chiamati tutti alla contemplazione e che essa fa parte della vostra vita; veramente la vita dei cristiani dovrebbe essere vita contemplativa. Purtroppo, molti riducono la contemplazione all’esperienza di monaci e suore nei conventi o nelle clausure, mentre invece tutti siete nati per contemplare Dio. Alcuni decidono di dedicarsi alla contemplazione come servizio, scegliendo una vita ritirata dal mondo; è un servizio grande questo che gli uomini non sempre comprendono perché non sanno cos’è la contemplazione. Eppure ogni uomo dovrebbe saperlo. Lo spirito umano, infatti, è fatto per conoscere Dio ma non può conoscere ciò che non vede. Proprio a questo serve la contemplazione: è lo sguardo dello spirito rivolto a Dio, che permette di conoscere Dio così come egli è.

Dio che è Spirito abita nello spirito dell’uomo. La presenza dello Spirito Santo nel vostro spirito è come una fontana posta nel mezzo di un giardino. Se amate Dio e vi offrite a lui, il vostro spirito fiorisce come un giardino perché la fonte dello Spirito lo irrora continuamente.  La presenza di Dio respinge il male dal vostro spirito; esso diventa un giardino chiuso, protetto, perché Dio custodisce gelosamente ciò che è suo. Nel vostro giardino chiuso potete contemplare Dio e riposare in lui. È nel vostro spirito che riposate, più che in tutti gli altri luoghi del mondo. Perciò la contemplazione è il vero riposo, quello che l’uomo conosceva prima del peccato. Gesù è venuto per introdurre l’umanità nel vero riposo di Dio; ha aperto una strada nuova e vivente verso il Padre. Perciò tutto sarà ricapitolato in Gesù Cristo ed egli introdurrà l’intera umanità dell’universo e tutte le creature nella creazione nuova, dove l’uomo ed il creato riposeranno in Dio per sempre, senza più lacrime né fatica, senza corruzione.

Solo Dio conosce il momento in cui tutto questo avverrà. Tuttavia, già adesso potete pregustare il riposo in Dio cercandolo nell’intimità del vostro spirito, là dove Dio ha scavato un pozzo di acque vive. Egli viene per vivere in voi se lo chiamate, se lo desiderate con tutte le forze. Egli è il pozzo dal quale attingete un’acqua che nessun altro può darvi, grazie alla quale non avrete mai più sete (Gv 4, 14). Vi consiglio di attingere quest’acqua purissima dal pozzo di Dio che è posto in voi; non fate come tanti uomini di questa Terra che bevono alle pozzanghere piene di fango e tornano ad avere sete. Ricordatevi del pozzo di acque vive che è Dio in voi, cercatelo nel vostro spirito e là lo troverete.

Nella mia vita terrena non mi sono mai stancata di cercare il volto di Dio. Ho attinto continuamente al suo pozzo di acque vive e più attingevo più mi riempivo; da tutto il mio essere traboccava l’amore e si spandeva attorno a me, arrivava a toccare tante anime lontane, benché vivessi nel silenzio di San Damiano. Non stancatevi mai di cercare Gesù e di contemplare il suo volto che è pieno di amore per voi. Lasciatevi avvolgere dal suo sguardo e troverete il vero riposo; allora contemplerete Dio anche nella vita di ogni giorno, là dove si svolge la vostra esistenza.

Vi seguo con la mia preghiera e vi amo in Dio. Ricevete la mia benedizione:

Il Signore vi benedica

e vi protegga.

Faccia risplendere

il suo volto su di voi

e vi doni la sua misericordia.

Rivolga su di voi il suo sguardo

e vi dia pace.

Il Signore sia sempre con voi

e faccia che voi siate sempre

con lui!


[1] Chiara nacque ad Assisi nel 1194 da nobile famiglia. Ancora giovane decise di appartenere solo a Cristo. Andò a consigliarsi con San Francesco che approvò la sua risoluzione di ritirarsi dal mondo; lui stesso la rivestì del saio e preparò per lei una piccola abitazione accanto alla chiesina di San Damiano. Presto fu raggiunta da altre giovani di Assisi; nacque così il Secondo Ordine francescano chiamato delle “Povere dame di San Damiano” in seguito “Clarisse”. Chiara visse sempre a San Damiano nella povertà e nella contemplazione. Morì nel 1253 e due anni dopo venne dichiarata santa dal papa Alessandro IV. Il suo corpo riposa nella Basilica a lei dedicata in Assisi.

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