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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

Aperti all’infinito

STAMPA

di Tomislav Vlašić

Cari lettori,

con queste riflessioni vorrei accompagnare i grandi eventi che si susseguono sotto i nostri occhi. Cerco così di aiutarvi a comprendere meglio questi eventi per essere coinvolti nella grazia che portano con sé.

San Michele arcangelo, nel messaggio del 1° marzo 2013[1], ha annunciato la sua presenza durante il Conclave dei Cardinali e l’azione di tutto il Corpo Mistico per l’elezione del nuovo Papa Francesco, come avete potuto seguire. Nel successivo messaggio del 17 marzo[2], San Michele ha dichiarato che rimarrà in mezzo al popolo di Dio per condurlo a Cristo e afferma: Oggi comincia per tutti voi un grande cammino di rinnovamento spirituale. Terminata la lunga fase di preparazione di questi ultimi anni, nel 2013 siamo entrati, come vi è già stato spiegato, nel tempo della grande azione trinitaria, mediante la quale Dio introdurrà l’intera umanità e tutte le creature nella creazione nuova”. Con lui agiscono tutti gli  strumenti di Dio, ordinari e straordinari. Papa Francesco è coinvolto dalla grazia di Dio e si è messo a servizio del popolo con tutta la sua vita, come testimoniano i suoi gesti e le sue parole.

Dio desidera che tutti i suoi figli facciano il passaggio pasquale: che escano dagli stretti orizzonti di questa terra, che orientano l’uomo verso se stesso e lo soffocano con le angosce, le tensioni e le lotte per la sopravvivenza. Desidera che i suoi figli si aprano, attraverso Cristo risorto, alla dimensione affascinante dell’eterno, che è reale e non delude mai.

Vi propongo alcuni punti per il vostro cammino.

1) Fatevi discepoli di Cristo. Nella Domenica delle Palme siete stati introdotti nel cammino per diventare discepoli di Cristo.

– Gesù, Dio fatto Uomo, sottomesso al Padre in tutte le prove “fino alla morte e alla morte di croce”, è stato glorificato “…perché in nome di Gesù, in cielo, in terra e sotto terra, ognuno pieghi le ginocchia, e per la gloria di Dio Padre ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore” (Fil 2, 10-11). Siamo chiamati anche noi a tale ubbidienza a Dio Padre, affinché il nostro spirito si unisca allo Spirito di Gesù e lo segua nella gloria.

– Gesù si offre per noi. Ci segue con attenzione affettuosa, intercedendo presso il Padre per proteggerci dal maligno: “Ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno.” (Lc 22, 32). Gesù ha detto queste parole a Pietro ma valgono per ciascun uomo che desidera essere misticamente unito a Cristo; possiamo contare su di lui nelle nostre fragilità.

– Anche noi dobbiamo pregare Dio ma non con una preghiera qualsiasi. Tra Gesù e noi deve fluire la vita di fede, di speranza e di amore: contare su di lui, desiderare di elevarsi con lui a Dio Padre. Gesù ha detto ai suoi discepoli: “Pregate per resistere nel momento della prova” (Lc 22, 40). Così la preghiera ci permette di essere attivi e operanti nello Spirito di Cristo; un cuor solo e un’anima sola.

– Manifestiamo la nostra identità di figli di Dio anche nelle prove, anche quando perdiamo tutto, persino la vita! Così diventiamo testimoni di Dio e vinciamo il maligno. Gesù, interrogato dal Sinedrio, il tribunale ebraico che lo condannò a morte, se fosse o no il Figlio di Dio rispose: “Voi lo dite! Io lo sono!” (Lc 22, 70).

– Cerchiamo di guardare oltre le nostre emozioni, e abbracciamo la verità tutta intera. Gesù ci conduce così: “Donne di Gerusalemme, non piangete per me. Piangete piuttosto per voi e per i vostri figli…” (Lc 23, 28). Vivere e operare nella verità tutta intera ci rende integri.

– Sforziamoci di operare similmente a Dio: perdoniamo chi ci fa del male, chi ci danneggia o ci condanna a morte: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 32-38). In tal modo ripariamo le rovine profonde dell’umanità e partecipiamo alla creazione nuova. Che potenza divina si sprigiona in noi quando compiamo un atto di perdono!

– Andiamo oltre la giustizia umana! Così possiamo elevarci a Dio in un attimo ed aprire agli altri un percorso velocissimo verso di lui. Uno dei malfattori crocifissi accanto a Gesù così pregava: “Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno!” Gesù gli rispose: “Ti assicuro che oggi sarai con me in paradiso” (Lc 23, 42-43)

– Affidiamo a Dio anche il nostro spirito, lo spirito della vita, mentre moriamo a noi stessi. Allora in noi agisce liberamente l’onnipotenza trinitaria: “Padre, nelle tue mani affido la mia vita” (Lc 23, 46).

2)  Uniti così allo Spirito di Cristo risorgiamo spiritualmente. Percorriamo la strada che ci porta nelle meraviglie dell’infinito, senza mai indietreggiare. Il nostro spirito, guidato dallo Spirito di Cristo, scoprirà ogni giorno la creazione nuova, che nasce in noi e attraverso di noi e coinvolge tutto l’universo.

A questo punto vi consiglio di leggere un’affascinante esperienza vissuta da Stefania Caterina, tratta da uno dei suoi libri[3], e intitolata: “Con San Francesco sul pianeta nuovo”. Prima di leggerla, e ogni volta quando desiderate immergervi nelle meraviglie dell’amore di Dio in voi, vi suggerisco di pregare così lo Spirito Santo:

*

“O Spirito Vivente del Dio Eterno, adoro in te la Trinità!

Adoro la tua sapienza

che è in te dall’eternità.

Riconosco la tua luce,

che illumina ogni anima.

Prego te, che sei l’unica preghiera in me,

di pregare incessantemente.

Con la tua parola eterna,

nel silenzio,

sii la mia eterna adorazione.

Riempimi di fede e di speranza.

Tu, unico Amore, sii il mio amore in me!

Guidami così che sia fedele

per tutta la mia vita

solo a Dio Trino e Uno. Amen”

*

Anch’io pregherò per voi e con voi. Vi auguro buona Pasqua e vi accompagno con la benedizione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

*

Con San Francesco sul pianeta nuovo


Era la notte fra il 3 e il 4 ottobre 2009, vigilia della festa di S. Francesco d’Assisi, un santo a me particolarmente caro che è anche patrono del mio Paese, l’Italia. Erano circa le tre e mi sono svegliata. Sentivo la pace e la gioia in me. Così ho iniziato a pregare, invocando soprattutto San Francesco. Ad un tratto mi sono trovata in spirito su di un pianeta bellissimo. Avevo la certezza che non si trattasse semplicemente di un luogo a me sconosciuto, ma di una realtà totalmente nuova, inviolata. Pareva che Dio lo avesse appena creato, tanto che mi è venuto in mente di chiamare quel luogo “il pianeta nuovo”.

Accanto a me è comparso San Francesco, vestito come lo vedo di solito, cioè con un umile saio. Stavamo vicini su di una altura dalla quale si vedeva un panorama stupendo e un orizzonte infinito. San Francesco mi indicava con la mano il paesaggio dicendomi: “Adesso conoscerai questo luogo, preparato per l’umanità nuova, redenta dal sangue di Cristo e unita a lui. Così sarà trasformata tutta la creazione”. Ci siamo addentrati nella natura che ci circondava. Camminavamo fianco a fianco, avvolti in un grande silenzio. San Francesco mi sorrideva senza parlare; ad un certo punto, mi ha detto di proseguire da sola perché il suo compito era finito. Ora toccava a me entrare in un rapporto vivo con l’ambiente circostante.

Proseguivo addentrandomi nella meraviglia che si apriva davanti a me: boschi immensi e profumati, ampie pianure, colline e montagne. Osservavo la natura rigogliosa, stupenda, incontaminata. Vedevo ovunque sgorgare un’acqua limpida e cristallina; incontravo continuamente laghi, fiumi e cascate. Attraversavo prati verdissimi, e i fiori si aprivano al mio passaggio, come se sbocciassero all’istante. Capivo che in questo modo la natura mi dava il benvenuto; percepivo un’assoluta armonia fra me ed il creato, come se ci comprendessimo a vicenda, e conoscessimo i bisogni l’una dell’altra.  Non so spiegarlo a parole meglio di così.

Lo stesso accadeva con gli animali che mi venivano incontro sempre più numerosi. Molti di loro erano simili a quelli della Terra, altri no. Vedevo cavalli, orsi, cani, simili ai nostri ma molto più belli e armoniosi. Ad un tratto si è avvicinato un branco di lupi; più che lupi sembravano cani docili, non incutevano alcun timore. Ci osservavamo a vicenda, ed io percepivo con assoluta chiarezza ciò che volevano farmi capire, anche se privi di parola. Infatti, col muso spingevano davanti a me i loro cuccioli perché li benedicessi; sapevo che desideravano la mia benedizione. Una forza ed una felicità immense mi riempivano, mentre accarezzavo e benedicevo quegli animali bellissimi. I loro grandi occhi esprimevano affetto e riconoscenza. Non dimenticherò mai questa scena, che si è profondamente impressa nel mio cuore.

Gli spazi  erano veramente immensi, tanto che mi chiedevo se sarei mai riuscita ad esplorarli. Ed ecco avvicinarsi un meraviglioso cavallo bianco; si inginocchiava davanti a me e mi faceva capire che potevo salire su di lui ed essere portata e così ho fatto. Mi portava dolcemente, senza scossoni, eravamo felici di stare insieme. Siamo arrivati ad un grande lago e sono scesa dal cavallo dopo averlo ringraziato e benedetto. Avvicinandomi sulla riva del lago, vedevo i pesci guizzare fuori dall’acqua; la cosa strana e diversa dalla Terra era che questi pesci potevano stare indifferentemente dentro e fuori dall’acqua. Un grosso pesce, simile ad una balenottera, si è adagiato sulla riva accanto a me e mi ha fatto intendere che potevo sedere sul suo dorso; così ho fatto e grazie a lui ho attraversato in lungo e in largo il lago che mi è parso enorme. Un grande fiume, ricco di acque limpide, sfociava nel lago. Abbiamo risalito il suo corso fino alla sorgente.

Mi sono ritrovata poi in un vasto prato, pieno di alberi da frutto sconosciuti. Non ne avevo mai visti di simili. Nessun albero era uguale all’altro, ognuno aveva un’altezza diversa e frutti diversi per grandezza e colore. Volevo assaggiare questi frutti; alcuni erano alla mia portata, altri no, non arrivavo ad afferrarli. E così fra i rami si è presentata un piccola scimmia, simile a quelle della Terra. Mi ha portato i suoi cuccioli. Li ho accarezzati e benedetti come al solito. Poi la scimmia è salita rapidamente su diversi alberi, ha raccolto vari frutti e me li ha portati. Li ho assaggiati; il loro sapore era per me completamente nuovo, non potevo paragonarlo a quello di nessun frutto che conosco. Mi dava un tale senso di sazietà che mi pareva di non aver più bisogno di altro, non provavo più né fame né sete. Ma la cosa più straordinaria era che là dove era stato tolto un frutto, subito ne cresceva un altro; la pianta sostituiva immediatamente il frutto raccolto con uno nuovo. Che natura generosa! Non ho potuto fare a meno di pensare alla fatica dei nostri agricoltori per raccogliere i frutti della terra, la loro lotta contro le calamità naturali. Che rapporto difficile fra l’uomo della Terra e la natura! Poi ho assaggiato quell’acqua così limpida che scorreva ovunque. Sembrava un cristallo e aveva un sapore diverso da quello della nostra acqua; oltre a dissetare all’istante mi dava la sensazione che mi risanasse dentro.

Quello che mi è rimasto impresso della natura di questo pianeta, è la straordinaria bellezza e l’armonia di ogni creatura: piante, animali, acque, ecc. Non ho visto nuvole, né incontrato piogge o tempeste. Tutto calmo, tutto sereno, ogni cosa a suo posto. Sembrava che ogni creatura fosse pronta a venirmi incontro per aiutarmi e per ricever aiuto, come quegli animali che volevano la mia benedizione per i loro cuccioli. Un scambio reciproco di pace e di tenerezza. Ve lo assicuro, ciò che ho visto è davvero indimenticabile.

Ancora una cosa mi ha colpito: non ho visto il mare, come se non esistesse. San Raffaele mi ha in seguito spiegato che il mare è insidioso, misterioso, non si conosce mai ciò che racchiude in sé. È simile al cuore dell’uomo della Terra. Nella nuova creazione, invece, la natura sarà rinnovata e trasfigurata come l’uomo. Non ci saranno più insidie né segreti spaventosi, sarà un libro aperto che l’uomo potrà leggere fino in fondo.

Poi l’esperienza è finita e mi sono ritrovata di nuovo nella mia stanza. Il giorno dopo, ho continuato a riflettere sull’esperienza vissuta nella notte, ed ho pregato per ringraziare e ricevere luce.


[1] Cfr. Messaggio del 1° marzo 2013 dal titolo: “Le potenze degli inferi non prevarranno” pubblicato su questo sito

[2] Cfr. Messaggio del 17 marzo 2013 dal titolo “Non sono venuto per abolire ma per dare compimento” pubblicato su questo sito

[3] Cfr. “Riscrivere la storia- Vol I  Nel pensiero di Dio” Ed. Luci dell’Esodo 2010, pag. 116

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