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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

Perché cercate tra i morti colui che è vivo?(Lc 24,5)

 

Carissimi lettori,

ci avviciniamo alla santa Pasqua, e tutti desideriamo unirci al nostro Salvatore Gesù Cristo per compiere, insieme a Lui, il grande passaggio dalla morte alla vita. Celebriamo la sua vittoria sulla morte e sul male, una vittoria che appartiene anche a noi se amiamo e seguiamo Gesù.

Lo Spirito Santo, nel messaggio che segue, ci parla della morte, un tema che riguarda tutti noi. Ci invita a considerare la morte come un passaggio glorioso verso la dimensione vera, quella eterna. Nonostante il dolore che ogni morte inevitabilmente ci procura, siamo chiamati a puntare lo sguardo sulla vittoria di Cristo che è risorto ed ha trionfato sulla morte. Essa non è più un evento pauroso, ma è semplicemente la chiusura della fase terrena della nostra esistenza, oltre la quale ci attende l’eternità, che è beatitudine per quanti hanno creduto e sperato in Dio. Nella beatitudine attenderemo i cieli nuovi e la terra nuova, e vedremo compiersi la promessa di Dio: un giorno risorgeremo come creature nuove, destinate a vivere nella nuova creazione.

Con questa speranza, che viene dalla fede in Gesù Cristo, auguro a voi e ai vostri cari una serena e gioiosa Pasqua, e vi abbraccio tutti con sincero affetto, ricordandovi nelle mie preghiere.

Messaggio dello Spirito Santo del 27 marzo 2012

“Vi benedico e vi saluto. Vi parlo oggi di qualcosa che molti temono, e che suscita tante domande nell’anima dell’uomo: la morte. Desidero affrontare questo argomento perché  ho parlato a lungo della vostra creazione[1], e delle scelte fatte in quel momento. Ebbene, la morte viene a chiudere il ciclo della vostra vita terrena e ne apre uno nuovo che continua per l’eternità.

Cos’è la morte? È l’esito finale di un processo biologico che riguarda il vostro corpo. Tale processo incomincia dall’attimo in cui venite al mondo. L’impatto con la realtà materiale della Terra, al momento della nascita, segna l’inizio di una vera e propria lotta tra l’uomo e la corruzione della materia. Questo è il frutto amaro del peccato originale, che tocca molto da vicino gli abitanti della Terra, ma che riguarda tutti i pianeti, anche quelli rimasti fedeli a Dio, seppure con intensità e modalità diverse. Nessuno sfugge a questa lotta fra spirito e materia. Perché tutto questo, e da dove ha avuto origine la morte? Per rispondervi devo, ancora una volta, tornare al momento della creazione.

Nei piani di Dio, l’uomo sarebbe dovuto essere immortale. Nell’essere umano, benché fatto di spirito, anima e corpo, l’aspetto spirituale avrebbe dovuto prevalere su quello materiale. Questo vuol dire che lo spirito sarebbe stato in grado di gestire perfettamente il corpo attraverso l’anima sempre pura e docile, grazie al continuo contatto con Dio.

L’uomo avrebbe dovuto governare non solo se stesso ma l’intera creazione a nome di Dio. Nel pensiero divino governare significa servire, cioè rendersi utile, essere rispettosi dell’originalità di ogni creatura e promuoverne la vita e lo sviluppo. Dio chiedeva all’uomo di donare alle creature quello stesso amore che riceveva dal suo Creatore.

L’uomo era stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Cosa significa questo? Nell’anima era impressa con potenza l’immagine di Dio che formava l’identità della persona: l’uomo non era una creatura fra le tante ma era figlio di Dio. Nello spirito era impressa la somiglianza con Dio che rendeva l’uomo capace di agire similmente a Dio; non un semplice esecutore di ordini ma un essere capace di pensare all’unisono con Dio, e di agire secondo tale pensiero. Lo spirito dei progenitori conteneva in sé tutte le facoltà necessarie a conoscere e comprendere i processi vitali dell’individuo e della creazione, e a trasmettere all’anima tutte le informazioni necessarie. L’anima era intelligente e capace di rendere operanti le informazioni ricevute dallo spirito; essa trasmetteva al corpo, in modo chiaro e senza interferenze, gli ordini necessari ad attivare i molteplici processi biologici. Il corpo obbediva docilmente e perciò era sano ed armonioso. L’uomo esprimeva armonia, pace, sicurezza: il suo pensiero, le sue azioni, i suoi sentimenti, tutto era in armonia con Dio e con il resto del creato. In particolare, l’uomo agiva in sintonia con gli angeli, spiriti puri, esseri immateriali, con i quali interagiva per governare il creato. Tutto questo era reso possibile dalla mia azione diretta nello spirito dell’uomo, che portava in sé la potenza dell’azione trinitaria, e che non incontrava ostacoli da parte dell’uomo. L’essere umano era un vero e proprio tabernacolo che conteneva la presenza di Dio Trino ed Uno, e agiva con saggezza e forza a nome di Dio, perché era veicolo del pensiero e della potenza divina. Pur non essendo Dio, l’uomo agiva a immagine e somiglianza di Dio. Tutte le creature gli obbedivano perché riconoscevano in lui la voce del Creatore. Questo era ciò che Dio desiderava per l’intera umanità. Tutto era predisposto, dentro e fuori dell’uomo, perché questo progetto si realizzasse.

Tuttavia, l’uomo era libero e creato per la libertà. Dio non gli chiedeva di agire come un automa, ma di scegliere liberamente se aderire o meno al suo progetto. La vostra libertà e l’uso che ne fate, è da sempre parte di voi: nell’immagine e somiglianza di Dio, infatti, non poteva non essere inclusa la libertà. Dio è libero nel pensare e nell’agire, e nessuno può interferire nelle sue scelte. Nel creare gli angeli e gli uomini, Egli ha voluto donare a queste creature la sua stessa libertà, che è parte della loro altissima dignità. Perciò, tanto gli angeli quanto gli uomini, sono stati chiamati, fin dall’inizio, ad usare la loro libertà, scegliendo se essere o meno fedeli al progetto di Dio. Entrambi godevano di grande fiducia da parte del Creatore. Parte degli angeli ha tradito questa fiducia, e Lucifero, a capo degli angeli ribelli, ha concepito in sé un progetto opposto a quello di Dio. Molti uomini lo hanno seguito, ed hanno scelto il suo progetto, rifiutando quello di Dio. Questo è stato il peccato originale, cioè quel peccato che grava sull’umanità fin dall’origine.

Cosa è accaduto col peccato originale? Una parte dell’umanità si è lasciata sedurre da uno spirito diverso da quello di Dio: lo spirito del male. Lucifero ha promesso ai primi uomini che, se avessero abbandonato Dio per servire lui, sarebbero diventati come Dio. In altre parole, l’uomo non sarebbe stato più soltanto a immagine e somiglianza, ma sarebbe diventato egli stesso come Dio, avrebbe conosciuto come Dio e dominato l’intera creazione. Sarebbe stato alla pari con il vero Dio. Lo spirito di molti uomini, fra i quali i vostri progenitori, ha deviato dalla verità senza neppure valutare le conseguenze, accecati dall’egoismo e dalla sete di dominio. Altri uomini non sono arrivati ad una scelta decisa, volendo stare in parte con Dio e in parte con Lucifero, a seconda della convenienza; il loro egoismo li ha resi titubanti, incerti e codardi; si sono richiusi in se stessi, cercando di non scontentare nessuno e di non servire nessuno. Al contrario, altri uomini non hanno creduto a Lucifero, perché si sono lasciati guidare dall’amore verso il loro Creatore, che li ha spinti a rimanere fedeli a Dio e al suo progetto; amavano Dio e hanno stimato più degne di fede le promesse di Dio che quelle del demonio. L’umanità si è divisa: una parte fedele a Dio; una parte indecisa, ed un’altra ribelle. Complessivamente, si può dire che, nell’universo, il numero di uomini indecisi e ribelli a Dio supera di molto quello degli uomini fedeli. Questa situazione permane tuttora.

Il peccato originale, con la conseguente divisione dell’umanità, ha prodotto conseguenze devastanti:

  1. Si è spezzata l’armonia tra Dio e buona parte dell’umanità. Dio non poteva più contare sull’amore e sulla fedeltà di molti uomini, né poteva affidare loro la responsabilità di governare il creato a suo nome; se lo avesse fatto, avrebbe indirettamente affidato la creazione allo spirito del male che ormai dominava le umanità ribelli.
  2. Si è creata una distanza incolmabile fra le diverse umanità. Dio non ha permesso che gli uomini ribelli si aggirassero indisturbati nell’universo, portando ovunque il loro seme corrotto, e ha tolto loro la conoscenza e le facoltà che avevano all’inizio, impedendo loro di esplorare l’universo e di manipolare le leggi della vita. Per questo l’umanità della Terra, e di altri pianeti ribelli o indifferenti a Dio, non possiedono in alcun modo la conoscenza e le capacità delle umanità fedeli a Dio. Queste ultime si muovono liberamente nell’universo e collaborano con gli angeli: Dio affida loro molte missioni a favore dell’intera creazione.
  3. Si è interrotta la collaborazione fra gli angeli ed una parte dell’umanità. Gli uomini ribelli hanno scelto di avvalersi dell’aiuto e della collaborazione dei demoni, respingendo gli angeli. Gli uomini della Terra si sono spinti oltre: hanno deciso di stipulare un’alleanza con Lucifero e molti di loro gli hanno consacrato i primogeniti, altri ancora lo hanno adorato come un dio e continuano a farlo. Per questo la Terra è il pianeta più fragile e sofferente nell’universo, nonché il più infestato dalla presenza del male.
  4. Tutta la creazione ha risentito delle scelte degli uomini, ed ha conosciuto anch’essa la corruzione. Infatti, l’uomo corrotto dal peccato originale, ha cominciato a ricevere impulsi dallo spirito del male e ha trasmesso tali impulsi a tutte le altre creature; la creazione era ormai irrimediabilmente contaminata dalla presenza del male e dall’azione perversa dell’uomo. Questo è evidente sulla Terra, dove la natura è giunta a livelli di sofferenze intollerabili. Sui pianeti fedeli a Dio, invece, la natura gode di pace e armonia ed è di straordinaria bellezza, perché riceve dagli uomini amore e cure.
  5. Gli uomini ribelli sono regrediti spiritualmente e fisicamente. Il loro spirito si è chiuso alla conoscenza che viene da Dio, la loro anima si è indebolita, ed anche il loro corpo è passato dall’originaria armonia al deterioramento progressivo. Sui pianeti ribelli come il vostro, la corruzione dell’uomo e della natura, hanno colpito implacabilmente il corpo umano, che ha sperimentato e sperimenta l’invecchiamento e le malattie. Sui pianeti fedeli, al contrario, l’uomo è sano e armonioso, le malattie sono pressoché sconosciute. I loro medici si occupano piuttosto di prevenire le malattie, perché sanno come intervenire sullo spirito e sull’anima dell’uomo, da dove partono gli impulsi necessari al buon funzionamento del corpo umano.
  6. La morte è entrata nella creazione ed ha toccato l’intera umanità. La morte è conseguenza diretta della corruzione, il culmine del deterioramento dell’intera creazione. Tutto ciò che Dio aveva creato puro ed immortale, era stato contaminato e reso precario dall’azione di Lucifero e dall’infedeltà di molti uomini. Dio non ha creato nulla in vista della morte ma dell’immortalità. L’uomo ribelle, scegliendo il male, ha scelto la morte, perché Lucifero e i suoi demoni vogliono la distruzione; in loro c’è il rifiuto della vita perché c’è il totale rifiuto di Dio. La morte tocca tutti gli uomini, anche quelli rimasti fedeli a Dio. Tuttavia, la morte sui pianeti fedeli non ha il carattere tragico che ha sulla Terra, è un addormentarsi in Dio, per risvegliarsi nella dimensione dell’eternità.

Perché Dio ha permesso alla morte di agire nell’universo? Prima di tutto perché gli uomini ribelli non si sono pentiti del loro peccato. Se lo avessero fatto e avessero chiesto perdono a Dio, avrebbero potuto interrompere il processo di corruzione e Dio avrebbe ripristinato ogni cosa. Così non è stato, anzi, l’umanità ribelle ha proseguito caparbiamente sulla sua strada. In secondo luogo la morte, anche se non rientrava nei piani di Dio, è stata ed è l’unico rimedio per porre fine alle sofferenze di buona parte di umanità. Gli uomini ribelli, con la loro ostilità a Dio, hanno reso molto difficile la loro esistenza. Dio sapeva che non avrebbero potuto sopportare in eterno le loro misere condizioni di vita. Riflettete: cosa succederebbe se la vostra vita sulla Terra fosse eterna? Se fossero eterne l’ingiustizia, le guerre, la fame, la violenza, le dittature, ecc. ecc.? Dio non poteva permettere che il male diventasse immortale!

Nonostante la ribellione di tanta parte dei suoi figli, Dio, che è buono, ha deciso che un giorno avrebbe ridato all’umanità una nuova creazione. Fino ad allora, l’umanità avrebbe sperimentato la corruzione e la morte per giustizia e per espiazione; anche la creazione sarebbe stata soggetta a corruzione, perché legata all’uomo. Tutto questo, però, non sarebbe durato per sempre. L’intera generazione di uomini, fedeli e non, creati all’inizio, sarebbero passati per lasciare il posto ad una generazione nuova. Una creazione nuova, abitata e governata da una generazione nuova di uomini, finalmente uniti a Lui e fedeli.

Da chi sarebbe nata questa generazione nuova? Tutti gli uomini, compresi quelli fedeli, appartenevano alla vecchia creazione; occorreva un nuovo capostipite che fosse realmente fedele a Dio e unito a Lui, nel quale operasse pienamente la potenza di Dio. Dio stesso avrebbe provveduto, mandando il suo Figlio Unigenito.

Gesù Cristo, Figlio di Dio, si è fatto uomo per essere il primogenito della nuova umanità, e per fondare la nuova creazione. Così Dio ha operato un intervento diretto nella storia degli uomini, il più grande dopo la creazione. Gesù Cristo si è incarnato sulla Terra una volta per tutte, a favore dell’intera umanità sparsa nell’universo. Ha offerto se stesso al Padre, ha preso su di sé la morte e la corruzione, non per esserne schiacciato ma per sconfiggerle con la sua risurrezione. Così ha saldato il debito di tutta l’umanità, ha cancellato col suo sacrificio la colpa dei progenitori. Il primogenito della nuova umanità, Gesù Cristo, è stato capace di amare Dio fino al punto di sacrificare se stesso; quale grande differenza rispetto ai primi uomini!

Gesù ha conosciuto la morte, come tutti voi, perché è Vero Dio e Vero Uomo. Tuttavia, Gesù ha dato alla morte un volto nuovo: essa non è più senza speranza ma vi apre alla vera immortalità. Vorrei che rifletteste su questo: se siete fedeli a Dio e accogliete pienamente Gesù Cristo come Redentore, se gli offrite la vostra vita sulla Terra, allora anche la vostra morte si trasforma in vita eterna, ed è annullata in voi la corruzione. E questo perché Gesù ha affrontato e vinto in modo definitivo colui che ha il potere della morte: Lucifero. Il Signore della Vita ha sconfitto la morte e la corruzione.

Ai piedi della Croce stava Maria, Madre di Cristo e dell’umanità, la Donna nuova che già ha vissuto in sé l’immacolatezza che è incorruttibilità. Vi precede nella nuova creazione, perché è già creatura nuova, mentre voi dovete ancora diventarlo. Perciò, la sua presenza e la sua preghiera nella vita di ogni uomo è condizione indispensabile per far parte alla creazione nuova. Attraverso di Lei sarà generata la nuova umanità, che avrà in sé l’immacolatezza di Maria, la sua fede e la sua docilità. La consacrazione al suo Cuore Immacolato è indispensabile al vostro cammino.

Gesù è risorto. La sua risurrezione non è un semplice miracolo ma è la naturale manifestazione della sua divinità che porta in sé la vita, e della sua umanità nuova che non conosce la morte. Se vi unirete a Cristo diventerete anche voi creature nuove che, un giorno, nella nuova creazione, non conosceranno più la morte, perché essa non avrà più alcun potere su di loro. Ma già adesso potete sperimentare la vittoria sulla morte, grazie alla fede in Cristo: la morte non può turbarvi né annientarvi, perché siete già partecipi della promessa di Dio, quella di essere un giorno nella nuova creazione. Voi non riflettete abbastanza sulla risurrezione di Gesù e sulla sua potenza straordinaria che opera nella vostra vita!

Gesù Cristo ha aperto la strada verso la nuova creazione ad ogni uomo di buona volontà che crede in Lui. Egli tornerà alla fine dei tempi per raccogliere il suo gregge ed introdurlo definitivamente nella creazione nuova, lasciando al loro destino quanti servono Lucifero. Non ci sarà posto per la corruzione nella creazione nuova; vi accederanno i puri di cuore, i veri adoratori del Dio Vero.

In questa prospettiva, cos’è la morte per quanti credono in Dio Trino ed Uno? È un passaggio doloroso e grandioso allo stesso tempo. Doloroso perché l’uomo conserva in sé il ricordo e il desiderio dell’immortalità perduta, e rifiuta la morte; perché non sempre la morte è un passaggio facile e lo sapete bene, voi della Terra. Per molti di voi, l’agonia del trapasso è la prova più dura, l’ultima battaglia della vita. Questo accade perché molta parte della vostra umanità non ha accolto Gesù Cristo, e continua a servire lo spirito del male, che usa la morte come il suo pungiglione[2] per tormentarvi e allontanarvi da Dio. Quante bestemmie sul letto di morte, quante accuse a Dio! Eppure il Dio che bestemmiate si è fatto carne, ed è morto per voi, al posto vostro, per fare della vostra morte un passaggio verso la luce. Perché non volete accoglierlo? Perché ascoltate le insinuazioni del demonio che vi presenta Gesù come sconfitto, mentre lo sconfitto è lui? Aprite gli occhi, dunque, e ravvedetevi!

La morte è un passaggio glorioso per chi ha creduto in Cristo e lo ha amato e servito nella vita terrena. Dopo la morte, attraversate la grande barriera del cielo per giungere nella dimensione purissima dove regna la vita dello Spirito. Vi ho spiegato che la grande barriera è fatta di luce, che vi illumina e vi fa comprendere ciò che avete fatto in vita[3]. Avete la possibilità di riparare ad ogni male in purgatorio, e giungere nella beatitudine del paradiso, per essere uniti a Cristo e regnare con lui.

Quando sarete giunti in paradiso, là vivrete in spirito fino alla risurrezione dei morti. Il vostro corpo vi verrà restituito, santo e glorioso, simile a quello del vostro Salvatore, che ha attraversato i cieli; simile a quello di Maria che vive in Cielo col suo corpo immacolato ed incorrotto. Tutti voi uscirete dai sepolcri come ne è uscito Cristo Risorto. Un giorno anche voi attraverserete i cieli.

In Cristo non morite ma avete la vita eterna. Con la morte si chiude solo la fase terrena della vita, necessaria al raggiungimento della pienezza. Dio vi coglie quando il vostro frutto è maturo. Se vivete in armonia con Dio e con le sue leggi, non dovete temere la morte, né la vostra né quella dei vostri cari. Sappiate che Dio non separa mai coloro che si sono amati di vero amore, e hanno avuto speranza in Gesù: lo spirito dei vostri cari, che si sono addormentati nella fede in Gesù, vi ama con un amore nuovo, quello di Dio, e vi accompagna con la sua preghiera. La morte non ha potere di separare tra loro quanti hanno vissuto con fede: la vittoria di Cristo fa sì che la morte trasformi in meglio i vostri legami affettivi, senza annullarli; essi continuano nella dimensione dello spirito, più forti e più limpidi di prima, liberi da ogni egoismo.

Anche se morite, voi siete viventi in Cristo, perché in Lui e per mezzo di Lui avete sconfitto la morte. Non siete più morti ma viventi, destinati ai cieli nuovi e alla terra nuova. Non sono i cimiteri la vostra ultima dimora né quella dei vostri cari defunti, né le tombe, dove riposano i corpi, in attesa di risorgere.  Siatene certi: la vita dei vostri defunti è altrove, nella dimensione più alta, quella dello spirito! Se vi unite a Dio, partecipate già sulla Terra alla vita dello spirito, dove le distanze non esistono, né esistono confini. Perché dunque tante lacrime e disperazione? Certo, il dolore di fronte alla morte dei vostri cari è naturale e comprensibile, anche Gesù ha pianto davanti alla tomba dell’amico Lazzaro[4]; ma la separazione è breve. Il dolore non regge il confronto con la gioia e la pienezza della vita beata, dove un giorno vi ritroverete e vivrete uniti per sempre. Perciò offrite il vostro dolore a Dio per i vostri cari, e poi lasciateli liberi di raggiungere la loro méta da dove potranno aiutarvi e starvi più vicini.

Ve lo ripeto: non cercate i vostri cari defunti fra le tombe dei cimiteri, perché essi vivono in Cristo; sentiteli vivi, accanto a voi! La vita è una sola, anche se attraversa diverse fasi, ed è immortale perché siete creati a immagine e somiglianza di Dio. Seppure il vostro corpo per ora muore, un giorno risorgerà, se avrete fede in Cristo, e l’uomo tornerà ad essere ciò che doveva essere. Cristo vi ha ridato la dignità e la potenza dei figli di Dio, ha risanato ciò che era corrotto a causa del peccato originale. Nel battesimo siete rinati a vita nuova, la vita di Dio, che risplende in voi e che la morte non può sopprimere.

I veri morti sono coloro che rifiutano la vita di Dio, e non vogliono riconoscere Gesù Cristo come Figlio di Dio e Salvatore. Essi seguiranno il destino del padre loro, Lucifero, e non entreranno nella creazione nuova. Chi invece accoglie Gesù Cristo e gli dona la vita, avrà parte con Lui nella terra dei viventi. Perciò, asciugate le vostre lacrime e non cercate più fra i morti coloro che vivono! Essi sono viventi in Cristo per Dio.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.


[1] Si riferisce ai due precedenti messaggi di gennaio e febbraio 2012 pubblicati su questo sito

[2] Cfr 1 Cor 15, 55-58

[3] Messaggio dello Spirito santo di febbraio 2012 pubblicato su questo sito

[4] Cfr Gv 11, 35

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