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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

I misteri della luce

i misteri della luceNella lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, il Papa Giovanni Paolo II ci introduce nel venticinquesimo anno del suo pontificato, proclamato Anno del Rosario (ottobre 2002 – ottobre 2003) (n. 3 del citato documento). Il Santo Padre ribadisce l’esperienza positiva della Chiesa nella preghiera del Rosario e quella sua personale, in particolare durante gli anni del pontificato: “Miei cari fratelli e sorelle, immettevo nel ritmo quotidiano del Rosario il mio primo anno di pontificato. Oggi, all’inizio del venticinquesimo anno di servizio come successore di Pietro, desidero fare altrettanto. Quante grazie ho ricevuto in questi anni dalla Vergine Santa attraverso il Rosario: magnificat anima mea Dominum!”(n. 2).

 

Il Papa nella citata lettera apostolica, pone al centro dell’attenzione il valore della preghiera del rosario: “Il rosario, se riscoperto nel suo pieno significato, porta al cuore stesso della vita cristiana, ed offre un’ordinaria quanto feconda opportunità spirituale e pedagogica per la contemplazione personale, la formazione del popolo di Dio e la nuova evangelizzazione” (n. 3).

 

I misteri “ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso, potremmo dire, il Cuore di sua Madre. Nello stesso tempo, il nostro cuore può racchiudere, in queste decine del rosario, tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità. Così la semplice preghiera del rosario batte il ritmo della vita umana” (n. 2)

 

La preghiera del rosario“fa da supporto alla liturgia (n. 4), ci guida nella vita di  “contemplazione del mistero cristiano”.“C’è bisogno di un cristianesimo che si distingua innanzitutto nell’arte della preghiera. Mentre nella cultura contemporanea, pur tra tante contraddizioni, affiora una nuova esigenza di spiritualità, sollecitata anche da influssi di altre religioni, è più che mai urgente che le nostre comunità cristiane diventino scuole di preghiera”  (n. 5).

 

Nella preghiera del rosario, camminiamo con Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa. “Come tale continuamente genera figli al Corpo Mistico del Figlio. Lo fa mediante l’intercessione, implorando per essi l’effusione inesauribile dello Spirito. Essa è icona perfetta della maternità della Chiesa.” (N. 15)

 

Camminiamo insieme alla Madre verso il Figlio in cui si rivela Dio (Mt 11, 27) e i misteri della vita di Dio, ma anche i misteri dell’uomo. “Seguendo il cammino di Cristo, nel quale il cammino dell’uomo è ricapitolato, svelato e redento, il credente si pone davanti all’immagine dell’uomo vero” (n. 25).


 

Come pregare i misteri della luce

 

 I misteri della luce comprendono alcuni episodi della vita pubblica di Gesù. Egli è “la luce del mondo” (Gv 8, 12), ma questa dimensione emerge particolarmente negli anni della vita pubblica, quando Egli annuncia il Vangelo del Regno.

 

Questi misteri possono essere pregati anche individualmente, ogni mistero rappresenta una traccia per una meditazione, per un incontro settimanale. Così, attraverso cinque settimane, possiamo percorrere un cammino che ci porta alla mèta.

 

Particolarmente per noi che abbiamo offerto la vita, il primo mistero rappresenta una tappa importantissima per approfondire il nostro battesimo. Dobbiamo considerarci immersi in Dio e riemersi in Dio: immersi in Dio in quanto capaci di lasciare noi stessi, di morire a noi stessi; riemersi in Dio come creature nuove e così valorizzare il battesimo, questa immersione ed riemersione. Quanto più siamo concreti nel nostro cammino, tanto più mettiamo in pratica il seme ricevuto nel battesimo e quella che è la nostra chiamata ad essere Eucaristia Vivente.

 

Attraverso il secondo mistero riflettiamo sulla nostra comunione. Maria ci rappresenta come vivere nella Chiesa: occorre stare in Dio e osservare la Sua volontà, e comunicare la vita di Dio ai fratelli. Essere la luce per i fratelli e per le sorelle, la luce di Dio e il sale della terra, è proprio il significato della nostra chiamata. Come Maria nella visita a Elisabetta, così noi formiamo la nostra comunione e la nostra alleanza che tende a sviluppare il mistero della Chiesa nella nostra vita. Viviamo il mistero della Chiesa in un piccolo gruppo.

 

Il terzo mistero rappresenta il frutto del nostro cammino: nella nostra comunione e nel nostro camminare deve manifestarsi la luce, deve manifestarsi il regno di Dio. Occorre che nella nostra vita e nella nostra comunione si esprimano la potenza del regno di Dio e, nello stesso tempo, l’armoniosa tensione verso il momento finale, quando arriveremo alla pienezza e alla ricapitolazione di ogni cosa in Cristo.

 

Il quarto mistero, quello della Trasfigurazione, ci aiuta particolarmente a sviluppare in noi l’aspetto dell’intimità con Cristo, la nostra preghiera, la nostra meditazione, la nostra riflessione. Le anime offerte avvertono in modo particolare il bisogno di stare vicino al Cristo e tendono a unirsi nello Spirito Santo al Padre. Questa è la nostra intimità con Dio, questo è l’inizio della nostra trasformazione. Ma la strada continua sempre attraverso i nuovi passi dell’offerta fino alla spogliazione completa, all’annullamento completo che viviamo nel mistero della Passione di Cristo.

Stare immersi nella grazia e nella vicinanza di Gesù così come voleva Pietro nell’episodio della Trasfigurazione, non è sufficiente: infatti, bisogna proseguire la strada  nel concreto, in qualsiasi situazione, superando ogni prova uniti a Dio.

 

Il quinto mistero della luce è la meta da raggiungere. Come Gesù ama il Padre e vive per il Padre, così nell’Eucaristia ama il Padre, vive per il Padre e comunica questo amore vivo a ciascuno di noi. Questo amore oltrepassa ogni barriera e si fa presente in mezzo a noi, desidera essere vivo in mezzo a noi.

Noi siamo chiamati a diventare questo amore, siamo chiamati a diventare Eucaristia vivente. Si diventa Eucaristia vivente se la nostra vita diventa Eucaristia, cioè quando, uniti a Gesù Cristo nel Sacramento, viviamo secondo la grazia che ci è data, così come Lui vive. Vivere in ogni situazione e in ogni prova questa comunione con il Padre nell’amore pulito che oltrepassa ogni barriera, esprimerlo ai fratelli e alle sorelle, vuol dire mettere in pratica la vita di Cristo nell’Eucaristia.

La vita di Cristo non può essere staccata dalla Passione di Cristo. Il mistero eucaristico si realizza nella Passione, dove l’anima si offre con Gesù Cristo, muore a se stessa e risorge in Dio. Allora possiamo comunicare la vita di Dio agli altri, diventiamo luce, amore, e Dio si fa presente in mezzo a noi.

 

Voglio aggiungere qualcosa per le coppie che si offrono. Esse sono chiamate in modo particolare a sviluppare l’amore vicendevole, la comunione reciproca, ma quella  vera cioè la comunione in Dio, e soffrono se non possono viverla. Non possono raggiungere l’ispirazione che hanno avuto a formare una coppia, una famiglia, se non raggiungono un amore che li unisce.

Questo amore puro trova il suo percorso nei misteri della luce. Come ho accennato, essi hanno il loro inizio nel Battesimo e raggiungono il culmine nell’Eucaristia vivente, dove i coniugi che si amano in Dio, si nutrono, si sacrificano l’uno per l’altro, si offrono come strumenti di salvezza e nutrono e generano, in comunione con Dio, i propri figli ed anche i figli spirituali.

La comunione pura e vera che si sviluppa in una coppia, non si ripercuote solo sulla propria famiglia ma anche sulla comunione della Chiesa e dell’umanità: essa porta al mondo la comunione che vive nella SS. Trinità. Quando i coniugi si offrono, tendono a superare le barriere che il mondo pone, e lo spirito del mondo. Si elevano, per mezzo di Gesù Cristo, nello Spirito di Dio, vanno a raggiungere Dio e, in Dio, a raggiungersi l’un l’altro. Così una coppia, una famiglia sviluppa intensamente il mistero della Chiesa e lo vive. A questo punto può essere utile una riflessione sul  capitolo 5 della lettera agli Efesini.

 

Invito tutti coloro che si offrono, a vivere questi misteri in unione con il Santo Padre Giovanni Paolo II, e a percorrere con lui il suo venticinquesimo anno di servizio alla Chiesa.

Nella solennità del Cristo Re, nell’Avvento e nella solennità dell’Immacolata i misteri della luce vi conducano e vi preparino alla grande solennità della venuta del nostro Signore Gesù Cristo. Così entreremo preparati anche nell’anno nuovo.

 

Per esser guidati da Gesù e aiutati dalla Madre, è importante metterci in atteggiamento di preghiera: nel raccoglimento, nel silenzio, predisponendoci alla contemplazione, superando la pura ripetizione. Oltre ai testi del Vangelo citati, ad ogni mistero possono essere utilizzati altri testi adatti. Quando ci sentiamo preparati, possiamo iniziare

– Nel nome del Padre…

– Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e al Sacro Cuore di Gesù

– Credo..

 

            Primo mistero: il Battesimo di Gesù al Giordano

 

“In quel tempo, Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per  farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì: Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3, 13-17)

 

Con il Battesimo, Gesù si incammina sulla strada della penitenza per essere simile all’uomo in tutto tranne che nel peccato. Si sottomette al Padre sotto la guida dello Spirito Santo. Ci precede in tutte le situazioni. Vince il peccato, satana, la morte e apre la strada alla risurrezione.

O Maria Santissima, chi poteva essere simile a tuo Figlio come te? Tu eri Immacolata fin dal concepimento, perfettamente unita al Figlio. Il peccato non ti ha mai macchiata. Sempre aperta allo Spirito Santo per compiere la volontà del Padre, eri discepola perfetta di Gesù Cristo. Aiutaci ad essere veri seguaci di Gesù, affinché diveniamo in tutto simili a Lui per raggiungerlo nella gloria.

 

 

  • Secondo mistero: Le nozze in Cana di Galilea

 

 

“Tre giorni dopo ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la Madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose:  “Che ho da fare con te, donna? Non è ancora giunta la mia ora”.La Madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”.

Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli cedettero in lui.

Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao  insieme con sua Madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni”. (Gv 2, 1-12)

 

 

Gesù da inizio alla sua predicazione e illumina i discepoli con un segno miracoloso, trasformando l’acqua in vino. Questo segno è preceduto dell’intervento della Madre là presente.

Egli è sempre presente nella nostra vita. Interviene quando siamo pronti, aperti nell’anima. Maria, Madre sua e nostra, ci aiuta con la sua preghiera e ci spinge a mettere in pratica tutto quanto ci prepara all’intervento di Dio.

O Maria, Madre nostra, nessuno ci è vicino come te. Tu non ci abbandoni mai, non ci trascuri perché sei l’amore immacolato che ci genera per il Corpo Mistico del Figlio. Con la tua intercessione risveglia le nostre anime perché cerchino Dio e la sua volontà, per cogliere l’intervento della grazia di Dio che è sempre miracoloso.

 

Terzo mistero: L’annuncio del Regno di Dio e la conversione       a Dio

 

“Gesù diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.” (Mc 1, 15.)

“Si recarono da lui con un paralitico portato  da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.

Seduti là c’erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:“Perché costui parla così?  Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?”.

Ma Gesù avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: “Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliavano e lodavano Dio dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava”(Mc, 3-13).

 

 

Gesù ribadisce il compimento del tempo, l’approssimarsi del Regno e invita alla fede e alla conversione. Interviene miracolosamente: guarisce l’anima del paralitico perdonandone il peccato ed il corpo che ne soffriva. Egli esprime il suo programma di salvezza: intervenire fino al fondo della miseria dell’umanità caduta.

O Maria Immacolata, nella tua vita Dio è intervenuto in maniera eccezionale, ma anche tu hai risposto pienamente al suo disegno d’amore. Sei realizzata completamente in Dio nell’anima e nel corpo. Tu sei Madre della Chiesa, nel tuo rapporto con Dio raccogli tutta la Chiesa e l’umanità aperta alla salvezza. Aiutaci a partecipare attivamente al disegno di salvezza e a portare tutti gli uomini a Dio.

 

          Quarto mistero: la Trasfigurazione di Gesù

Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto”. (Lc 9, 28-36)

 

 

Gesù si manifesta trasfigurato davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. Si manifesta la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. In questo avvenimento viene inquadrato il passato, attraverso Mosè ed Elia, il presente, attraverso i discepoli ed il futuro, rappresentato dalla strada che occorre percorrere per giungere alla gloria. Tutto è illuminato dallo Spirito Santo ed il Padre invita a seguire il Figlio anche nei momenti di tenebra.

O Maria Immacolata, chi poteva essere illuminato nell’anima come lo sei tu? Chi mai ha amato Gesù Cristo come te? A chi se non a te, Immacolata, Dio poteva comunicare tutte le grazie? Tu, discepola per eccellenza, che hai partecipato al più profondo mistero del dolore e della salvezza, quello dell’Uomo-Dio, sei stata guidata dallo Spirito Santo attraverso questo mistero.

Aiutaci ad essere fedeli nella preghiera, aperti nel profondo dell’anima a ricevere la luce di Dio in ogni momento della nostra vita.

 

          Quinto mistero: Istituzione dell’Eucaristia

 

“Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse. “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del  frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio” (Mc 14, 22-25).

 

 

In Gesù Cristo c’è l’amore eterno. Questo amore non potrà essere offuscato né dal tradimento di Giuda, né dalla debolezza dei discepoli, né dal peccato dell’umanità né da satana e neppure dalla morte.

Questo amore Gesù lo ha impresso nel pane e nel vino trasformandoli nel proprio Corpo e Sangue.

Nell’Eucaristia, Egli rimarrà per sempre per essere questo amore trionfante, che travalica il limite umano.

O Madre Immacolata, il tuo amore non può essere diverso da quello del Figlio tuo perché in te c’è l’amore di Dio puro. Ti sei conformata al Figlio, straordinariamente presente nell’Eucaristia. Tu attiri la Chiesa intera all’unione piena in questo amore eterno.

Aiutaci, Maria, a rispondere come tu hai risposto alla chiamata di Dio, per raggiungere l’amore eterno, dove si raduneranno tutti i figli di Dio. Sia anche in noi l’amore puro, offerto e donato agli altri; sia anche in noi l’amore di Cristo che oltrepassa tutte le barriere e vince il male. Sia in noi l’amore di Cristo eterno.

 

 

– Salve Regina…

 

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