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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

Perché mi invocate:”Signore, Signore?”……… (Lc 6, 46)

Carissimi lettori, eccoci di nuovo insieme. Vi auguro un felice anno nuovo, che spero percorreremo insieme passo dopo passo.

Vi propongo un messaggio di Gesù, che ritengo molto intenso, e che ci induce a riflettere sul nostro modo di vivere e di esprimere la fede. Mi auguro che vi possa servire nel vostro cammino di crescita spirituale. Vi saluto con affetto e rimango unita a voi nella preghiera.

Messaggio di Gesù del 13 gennaio 2011

Vi benedico, miei figli carissimi, all’inizio di questo nuovo anno, che si apre davanti a voi come un grande foglio bianco; permettete che su questo foglio, il dito di Dio scriva un altro pezzo della vostra storia. Aprite il vostro spirito per ricevere tutte le grazie che anche in questo anno vi saranno donate, se sarete disposti a camminare con me.

Desidero oggi affrontare insieme a voi un aspetto molto importante per il vostro cammino spirituale e per il vostro discernimento: il rapporto tra fede e religiosità. Questo aspetto tocca ciascuno di voi, e pochi vi riflettono; perciò desidero aiutarvi a capire.

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Dovete innanzitutto comprendere che l’azione dello Spirito Santo, nel vostro spirito, risveglia l’immagine di Dio che serbate in voi, e alimenta il desiderio di conoscere Dio; suscita l’amore verso il Padre, e verso di me; fa nascere in voi il bisogno di vivere secondo le leggi divine. Lo Spirito Santo vi porta gradatamente a percepire la vita trinitaria, che è racchiusa in ciascuno di voi come un seme,

destinato a germogliare attraverso le tappe della vostra esistenza, grazie al calore dell’amore di Dio. A tutto questo, l’uomo di buona volontà risponde con la fede, cioè con un grande atto di fiducia nei confronti del Creatore, che comporta la disponibilità ad essere sottomesso a Dio per essere da lui guidato verso il bene. La fede racchiude la speranza di ciò che sarà e che ancora non si vede, ma che il fedele percepisce come vero, certo e buono per lui. Perciò la fede è sinonimo di certezza. 

 

Da sempre l’uomo ha cercato di esprimere la sua fede nei modi più vari, a seconda delle epoche e dei luoghi, pensando così di essere ascoltato meglio da Dio, e di manifestargli la sua fedeltà. Questi modi di esprimere la fede costituiscono la religiosità, che è presente nell’essere umano, come espressività di un bisogno profondo, quello di essere a contatto con Dio. Perciò la religiosità deriva dalla fede e ne è l’espressione tangibile. Tuttavia, non sempre è così. Spesso, infatti, la religiosità nasconde un vuoto di fede autentica, fino a diventare una maschera capace di deformare i lineamenti di chi la indossa, e di corrompere il rapporto fra l’uomo e Dio. Questo vi scandalizza? Voglio spiegarvi ciò che succede in molti di voi.

Considerate questo: l’uomo si sente piccolo davanti a Dio, sa di non essere perfetto; spesso gli accade di sbagliare e si sente in colpa. Teme il castigo ed entra nella paura. Allora il rapporto di fiducia verso Dio si incrina, e l’uomo percepisce Dio non più come un padre amoroso ma come un giudice severo. Si sente così in dovere di moltiplicare i suoi sforzi per piacere a Dio, per placare la sua eventuale collera, e si rifugia nella religiosità; è da qui che cominciano molti problemi. In questo caso, la religiosità non è più espressione della vera fede, ma di un disagio interiore nei confronti di Dio, vale a dire l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere.

Molti uomini invocano Dio spinti dalla paura e dal senso di colpa che nulla hanno a che fare con la fede. Assillati dalla necessità di compiacere Dio, recitano lunghe preghiere, praticano digiuni e penitenze ma il loro cuore resta colmo di paura. Il loro spirito soffoca nella religiosità ma essi non lo comprendono. Moltiplicano le pratiche religiose, e scatta in loro un meccanismo sottile: la paura li spinge verso la religiosità, che però non può risolvere il problema della paura di Dio e dei sensi di colpa; la fede vacilla ed essi diventano ancora più religiosi, senza però arrivare alla vera liberazione. Così, accade spesso che, sotto l’apparenza di molti “giusti” che pregano senza sosta, si nascondano dei cuori duri,  chiusi alla bontà di Dio, incapaci di affidarsi alla divina misericordia.

Ci sono altri che invocano Dio come Padre, ma non si sentono veri figli. Affermano in continuo di essere indegni delle grazie, proclamano a tutti di essere peccatori. Anche qui si presenta il problema di prima: l’uomo non ha fiducia nella paternità di Dio, lo teme perché onnipotente. Invece di vivere felice come figlio di Dio, spreca le sue forze cercando di dimostrare a Dio la sua nullità, sperando così di intenerirlo con l’umiltà. Ma io vi dico che questa non è vera umiltà, è servilismo che nasce dal timore, dalla sfiducia sottile, dalla mancanza di consapevolezza della propria identità. La vera umiltà è consapevolezza del proprio limite, che si accompagna però sempre alla fiducia nella bontà di Dio, che può colmare ogni lacuna, e gettarsi alle spalle anche i vostri peccati. Chi si sente indegno, non è un uomo umile; è semplicemente un uomo che non ha scoperto la propria dignità di figlio di Dio. Anche in questo caso, la persona si rifugia in una religiosità che talvolta assume connotazioni patologiche: preghiere estenuanti, penitenze esagerate,che non risolvono il problema di fondo. Manca la fede, e così manca la percezione della propria dignità.

Esiste un’altra forma di religiosità: quella di coloro che invocano Dio per compiacere se stessi e mostrarsi giusti davanti agli uomini, così come facevano i farisei. Indugiano in belle preghiere, belle parole, belle citazioni e si soddisfano di tutto questo; si adagiano interiormente e si ritengono a posto davanti a Dio. E siccome si sentono giusti davanti a Dio, si sentono giusti anche davanti al prossimo; si fanno giudici degli altri e si aspettano lodi e considerazione. La loro religiosità copre ambizioni e pretese, non nasce dalla fede ma dall’egocentrismo. Costoro sono talmente innamorati di se stessi, da rimanere accecati, tanto da non rendersi neppure conto di ciò che accade in loro. Lodando Dio, lodano se stessi, in una sorta di autocelebrazione che mette a rischio la loro fede. E così, sotto le belle parole, i rituali e le formule della religiosità, si nascondono tanti egoisti, i quali pensano che Dio dovrebbe ringraziarli per tante belle preghiere. Manca la fede che porta all’umiltà; manca la fede che è fiducia in Dio, e non in se stessi e nella propria giustizia.

Non sono pochi poi coloro che invocano Dio per abitudine, per l’educazione ricevuta, per la tradizione dei luoghi in cui vivono, perché tutti lo fanno e sarebbe sconveniente non farlo. Queste persone non si pongono domande sulla loro fede; sono abituati ad andare svogliatamente in chiesa alla domenica, a subire la predica del sacerdote, a pregare mattino e sera come insegnava loro la nonna, non diversamente da come sono abituati al mattino a prendere l’autobus per andare al lavoro. Tutto è grigio, piatto, senza partecipazione né gioia interiore. La religiosità di queste persone è come un soprabito che si indossa e si sfila all’occorrenza; uscite dalla chiesa, terminato il rito o la preghiera, tornano alla loro vita di sempre che non è neppure scalfita dalla fede. La presenza di Dio non è avvertita; eppure pregano, e magari il parroco li loda perché sono sempre nel primo banco.

Per non parlare di coloro che aderiscono con entusiasmo a feste patronali, organizzando banchetti, lotterie e luminarie in onore di questo o quel santo, così come facevano le generazioni che li hanno preceduti, senza rimanere coinvolti più di tanto a livello interiore. Qui la religiosità si mescola pericolosamente con lo spirito del mondo e la fede, ancora una volta, si indebolisce.

Infine, ecco coloro che invocano Dio per risolvere i loro problemi; sono una percentuale molto ampia! Tutti avete bisogno di Dio per risolvere i vostri problemi, ma questo non dovrebbe essere lo scopo principale del vostro rapporto con Dio, altrimenti la fede si inquina a causa della preoccupazione per gli affanni della vita. Le persone di cui parlo, si servono della religiosità come di un mezzo per esprimere non più la fede ma il bisogno fine a se stesso. Pregano per ottenere, e le loro offerte presuppongono sempre un contraccambio. Se Dio non le esaudisce, si ribellano oppure si deludono a tal punto da cadere nella disperazione. Vogliono qualcosa, la vogliono subito e a modo loro, altrimenti Dio non è più Dio.  Anche qui la religiosità, con le sue belle forme, ammanta un grande egoismo, e la pretesa che Dio agisca a comando. È come se costoro pregassero: “…Padre… sia fatta la nostra volontà, come in cielo così in terra…”

Vi ho portato alcuni esempi per aiutarvi a comprendere come fede e religiosità non sempre procedano assieme. Perché? E cosa fare? Ritorniamo al punto di partenza: la fede è la fiducia in Dio. Ma vi dico anche che fede non è una fiducia generica in Dio, ma è la fiducia nel Dio vivente e nel Dio che salva.

La vera fede vi porta a Dio Trino ed Uno che è il Dio vivente. Vivente perché è la fonte della vita, vive in voi e, attraverso di voi, manifesta la sua vita. Se non comprendete che Dio è vivo nel vostro spirito, non arriverete neppure a comprenderne l’azione. Dio agisce in voi e per voi, dovete esserne certi.[1] Chi ha fede non può considerare l’azione di Dio come qualcosa di remoto ed incerto, né può pensare a Dio come ad un essere irraggiungibile, immobile nella sua perfezione, che necessita di continue invocazioni per muoversi a pietà. No, cari figli, il Padre vi ama con infinita tenerezza, ed anche il vostro più piccolo gemito non gli è indifferente. Egli mi ha mandato a voi come Salvatore, per esservi più vicino, per aprirvi una via nuova sulla quale camminare, quella dell’appartenenza a lui, come veri figli nel Figlio suo. Vi ha donato lo Spirito Santo che ha il potere di far germogliare in voi il seme della santità, cioè della vita nuova, incorrotta, sublime.

Io sono morto e risorto per sconfiggere tutto ciò che è morte in voi e attorno a voi. Sono morto e risorto per voi, non per qualcun altro. Mi sono fatto vostro fratello che cammina insieme a voi. Perché non mi sentite vicino? Perché mi cercate in qualche posto lontano, mentre proprio ora sono accanto a ciascuno di voi? Sono vivo in voi, sono il Vivente. Perciò a che servono le vostre lunghe preghiere, se vi rivolgete a me come a una di quelle statue che baciate nelle vostre chiese mentre io sono lì, vi passo accanto e non mi vedete? La fede vi fa vedere Dio vivo, con gli occhi del vostro spirito, mentre la religiosità vi fa vedere solo una bella immagine di Dio. Volete l’immagine o la realtà? Donatemi la vostra vita, abbandonatevi a me, ed allora la vostra fede crescerà, diventerà forte e matura. Smettetela di tenere in pugno le situazioni, le persone ed i problemi; voi non avete soluzioni, né le troverete moltiplicando le vostre parole per essere ascoltati. Io vi ascolto prima ancora che mi parliate, ascolto la vita che pulsa in voi perché sono io che vi ho dato la vita, e chi può conoscervi meglio di me? Io ho la soluzione per tutti i vostri affanni, perché vi rigenero con il mio sangue.

La fede è fiducia nel Dio che salva. Figli miei, vi vedo affannati nel cercare la salvezza, vi osservo scivolare nel baratro di una religiosità fasulla, fatta di attivismo e di opere umane; quante volte girate su voi stessi! Percorrete chilometri per visitare santuari e cercare veggenti, poi tornate a casa più vuoti di prima, impauriti quanto prima. Non avete ancora compreso ciò che ho fatto per voi? Sono morto al posto vostro per saldare il vostro debito davanti al Padre, per riconciliarvi con lui. Quando vi sentite in colpa e temete il castigo di Dio, quando vi tormentano i rimorsi, quando non sapete perdonarvi né perdonare, pensate a me, pensate a Qualcuno che è morto al posto vostro, per permettervi di avvicinarvi al Padre senza paura, senza tormenti. Io ho donato per voi tutto il mio sangue, ed ora quel sangue vi purifica dai vostri peccati. La mia carne, che non conosceva corruzione, è stata crocifissa affinché fosse estirpata la radice della corruzione.

Satana, il vostro vero nemico, cerca di impaurirvi e vi fa sentire colpevoli. Ma voi non temete! Se avete fede in me, avete me; e finché avete me, avete la forza della vita che la morte non può sconfiggere. Il nemico vi accusa? Cercatemi, ed io lo affronterò per voi, perché ho già sconfitto  l’Accusatore dei miei fratelli. Figli miei, se voi comprendeste l’amore che ho per voi! Il mio sangue versato sulla croce  e la mia carne crocifissa sono davanti a voi, presenti sugli altari della terra. Ma senza la vostra fede, io muoio da solo, e anche voi morite se non vi unite pienamente a me.

Tornate alla fede vera, e quando vi mettete a pregare o vi recate alla messa, chiedetevi con onestà perché lo fate, purificate il vostro cuore dai bisogni umani, dagli interessi, dalle ambizioni, dalle paure. Mettete davanti a Dio i vostri problemi, lasciateli con serenità nelle sue mani. Alzate uno sguardo puro di bambini verso il Dio Vivente che vi ama e che vi salva, siate gioiosi di stare con lui, amatelo con sincerità; amatelo e basta. Allora riceverete in cambio il suo amore, quello che riempie la vita, che non si può raggiungere con gli sforzi umani, perché l’amore si conquista con l’amore. Vedrete sparire la falsa religiosità, che è ipocrisia, e la fede rialzarsi vittoriosa; l’invocazione del mio nome sarà la vostra salvezza, la vostra gioia, la vostra pace. Allora, e solo allora, potrete invocarmi: “Signore, Signore!” e lo sarò davvero, sarò la gioia della vostra vita.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo


[1] Ho parlato approfonditamente dell’azione di Dio dentro e fuori di noi nel libro “Riscrivere la storia – Vol. I Nel pensiero di Dio”

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Appuntamenti 2017

 

Qui la nuova Rubrica a cura del nucleo dei medici http://www.fortezzadellimmacolata.org

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Appuntamenti 2017

Carissimi fratelli e sorelle, vi comunichiamo che l'incontro del mese di Maggio 6- 7 a Ghedi è stato ANNULLATO Riprenderemo il percorso nel mese di Giugno come previsto il 3 e 4 .
Che Dio vi benedica!!! 
Giugno sab. e dom. 3-4 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS)  
Luglio sab. e dom. 1-2 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornate di condivisione e preghiera
LUGLIO dal 12 al 17 viaggio Međugorje (BIH) per i giovani entro i 33 anni 
Vieni, vedi, vivi … Come giovani del Popolo nuovo vi proponiamo giornate di vita, condivisione e preghiera nella nostra Casa-Santuario a Medjugorje,
 iconaRegina della Pace, completamente tuoi - a Gesù attraverso Maria"
 
Agosto mercoledì 2 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornata di  preghiera
Agosto dal 13 al 18 viaggio Međugorje (BIH) giornate di condivisione e preghiera
Quello che vogliamo proporvi è la possibilità di condividere la Vita nella semplicità e nella quotidianità insieme ai giovani ed altri membri della Fondazione Fortezza dell'Immacolata. Vivremo momenti di lavoro, preghiera e condivisione uniti a Gesù Cristo per conoscerLo, amarLo ed essere felici!!!

Quello che vogliamo proporvi è la possibilità di condividere la Vita nella semplicità e nella quotidianità insieme ai giovani ed altri membri della Fondazione Fortezza dell'Immacolata.
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Settembre sab. e dom. 2-3 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornate di condivisione e preghiera
Ottobre sab. e dom. 30 (settembre)-1 (Ottobre) con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornate di condivisione e preghiera
Novembre sab. e dom. 4-5 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornate di condivisione e preghiera
NOVEMBRE dal 29 (Ottobre) al 2 (Novembre) viaggio Međugorje (BIH) giornate di condivisione e preghiera
Dicembre sab. e dom. 2-3 con inizio alle ore 15 a Ghedi (BS) giornate di condivisione e preghiera
DICEMBRE dal 29 al 2 Gennaio viaggio Međugorje (BIH) giornate di condivisione e preghiera
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