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Cari lettori e lettrici,
Ringraziamo tutti quanti ci aiutano a divulgare i messaggi relativi alle rivelazioni ricevute da Stefania Caterina, e pubblicati nel suo sito Verso La Nuova Creazione  (©Luci dell’Esodo srl).
 
Vi invitiamo pertanto a non copiare e incollare i messaggi di Stefania Caterina, producendo altri siti emulativi, ma a permettere l’accesso al nostro sito tramite link; così da lasciare l’originalità e l’identità di questo progetto integra e non generalizzata con altri contenuti.
 
Il Nucleo Luci dell’Esodo offre la vita per il servizio a questo progetto, con il compito di proteggerne l’integrità e l’originalità.
Con la disponibilità a collaborare con tutti voi, per valorizzare gli impulsi che lo Spirito opera nel suo popolo, vi ringraziamo, benediciamo e accompagniamo con la preghiera e l’offerta della vita a Dio.
 
Il Nucleo 
Luci dell’Esodo

Siete il mio popolo santo

Natale 2010

tutti-i-santi

Carissimi lettori, vi saluto! Vi propongo un nuovo messaggio di Gesù per voi. Credo che vi aiuterà a vivere nella comunione fraterna, e ad essere più consapevoli della grande missione che ci è riservata come membri del suo popolo.

Vi auguro un santo e felice Natale ed un nuovo anno colmo della bontà e della grazia di Dio. Auguri a tutti voi e alle vostre famiglie.

Messaggio di Gesù del 12 novembre 2010

“Miei cari figli, vi ho già detto che siete il tempio vivo di Dio. Facciamo allora un passo oltre. Desidero aiutarvi a comprendere che ciascuno di voi, se mi ama e mi segue, è parte del popolo di Dio. Da chi è composto questo popolo?  Da tutti coloro che adorano il Padre mio, che riconoscono me come Figlio di Dio e Redentore, ed accolgono lo Spirito Santo.

Il popolo di Dio è un popolo immenso. Esso abbraccia molte realtà e non è limitato solo alla Terra. Di esso fanno parte innanzitutto la Madre mia e vostra, Maria SS., che è la gioia del mio cuore e diadema del mio popolo. Comprende gli angeli, i vostri fratelli del paradiso e del purgatorio. Comprende anche altri fratelli, uomini come voi, creati a immagine e somiglianza di Dio, che vivono su altri pianeti dell’universo e che servono fedelmente il loro Creatore; non li conoscete ancora ma un giorno li vedrete. Anche per loro ho dato la vita, incarnandomi, morendo e risuscitando sulla Terra una volta per tutte, allo scopo di redimere l’intera umanità dell’universo. Non scandalizzatevi di queste mie parole! Sappiate che il Padre mio non conosce limiti nel creare, e la sua vita riempie l’universo. Vi parlerò di questa realtà un’altra volta, perché essa è molto importante per la vostra vita.

Per ora sappiate che questo popolo così grande forma la Chiesa universale, che è mia Sposa e mio Corpo Mistico. Voi siete parte di questa immensa realtà, in virtù del battesimo che vi ha immersi nella mia vita, consentendovi di partecipare pienamente alla grazia della redenzione. Questa grazia, tuttavia, deve fruttificare durante la vostra vita per portare frutto e trasformarvi in nuove creature, in membra vive del mio Corpo.

Al momento del battesimo siete stati unti per essere sacerdoti, profeti e re. Perciò il mio popolo è un popolo sacerdotale, profetico e regale.

È un popolo di sacerdoti perché partecipa al mio sacerdozio. Io sono infatti il Sommo Sacerdote, colui che ha offerto al Padre il sacrificio della vita per la salvezza di ogni uomo. Perciò chiunque offre se stesso a me è sacerdote insieme a me. Pensate bene a questo: ognuno di voi, uomo o donna, se mi ama sinceramente e desidera donarsi a me, partecipa pienamente al mio sacerdozio.

È questo il sacerdozio regale del mio popolo, che fa di ciascuno di voi un sacerdote, la cui missione è  quella di offrire al Padre, per mezzo mio, tutto ciò che fa parte della sua vita. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che tutto ciò che è in voi e attorno a voi, le vostre gioie, i dolori, le fatiche, le persone che amate e persino i vostri nemici, le creature, la vita e la morte, tutto può diventare un dono che le vostre mani sacerdotali elevano al Padre, unitamente al mio Sacrificio. Su questa vostra donazione, scende il fuoco dello Spirito Santo e consuma la vostra offerta, il cui profumo sale fino al trono di Dio.

Quanti fra voi sono sacerdoti ministeriali, come i vescovi, i parroci, ecc., esercitano il sacerdozio come ministero, cioè come servizio alla comunità dei fedeli e presiedono la celebrazione eucaristica. Il loro primo compito è quello di offrire se stessi a me per il popolo. Io sono il Pastore che ha offerto la sua vita per le pecore; ogni pastore deve offrire la sua vita a me per le pecore. I sacerdoti ministri accompagnano spiritualmente il popolo, per condurlo alla comprensione della sua missione sacerdotale; lo aiutano a giungere alla piena maturazione, alla consapevolezza e all’esercizio del sacerdozio regale. Ma il sacerdozio ministeriale non differisce da quello dei membri del popolo, anzi, il sacerdozio regale del popolo è alla base del servizio reso dal sacerdote ministro.

Desidero che diventiate coscienti che la santa Messa è celebrata dal popolo, in unione al sacerdote che presiede la celebrazione. Perciò, al momento dell’offertorio, ciascuno di voi, attraverso le mani del sacerdote ministro ed in comunione con lui, eleva se stesso a Dio offrendogli ciò che porta nel cuore. Pensate a questo: avete la possibilità di essere sacerdoti, cioè coloro che ricapitolano in Cristo le gioie, i dolori, le buone opere, la vita stessa a nome di tutta l’umanità che in quel momento ciascuno di voi rappresenta di fronte a Dio. Quante persone, quante situazioni potete offrire nella santa Messa, implorando Dio affinché faccia scendere le sue grazie su quanti ne hanno più bisogno! Siete consapevoli di questo, ve lo hanno insegnato? Non mi pare, a giudicare dalle vostre celebrazioni fredde, distratte, frettolose, come un rito che vi annoia, che non vi appartiene, e al quale assistete passivamente per dovere o per abitudine. Le chiese sono diventate per molti di voi luoghi di incontri superficiali, di chiacchiere che disturbano e non luoghi sacri di silenzio e di preghiera. No, figlioli, non fate questo! Comprendete invece il vostro ruolo sacerdotale, cominciate a vivere in modo diverso la santa Messa; entrate in chiesa consapevoli della grandezza della vostra missione sacerdotale.

La missione sacerdotale del popolo non si esaurisce con la celebrazione eucaristica, ma continua nella vita di ciascuno, con l’offerta a Dio della vita, attraverso Maria SS. In ogni momento, nel  tempio della vostra persona, sull’altare del vostro spirito, offrite a Dio il vostro corpo e il vostro  sangue come il pane e il vino per la celebrazione di una lunga Messa, quella della vostra vita, una liturgia vivente che si svolge in ognuno di voi se è donato a Dio.

Il mio popolo è un popolo di profeti. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che in voi è presente lo Spirito Santo, che vi rende capaci di comprendere e comunicare ad altri il pensiero, i desideri, gli ammonimenti di Dio; vi rende capaci di leggere i segni dei tempi. Per arrivare a questo c’è sempre e solo un modo: offrire la vita a Dio attraverso la Madre mia santissima. Lei è la sposa dello Spirito Santo, che vi unisce a me; ed io vi comunico ciò che vi occorre per valutare le situazioni, e per saperle leggere alla luce del mio pensiero. Così voi conoscete la mia volontà e potete aiutare altri a comprenderla. Il profeta è colui che vive in unione con me, e perciò sa cogliere i desideri di Dio e sa comunicarli al prossimo, orientandolo verso di me. Il profeta è colui che vive pienamente l’offerta di se stesso a me, e si identifica con il mio Spirito. Vive senza malizia davanti a Dio, senza sfruttare le grazie e i doni di Dio piegandoli al suo egoismo. Vive in comunione con i fratelli ed esercita il suo ministero profetico a servizio e per l’edificazione del popolo.

Quanti di voi sanno di essere profeti? Pochi. Eppure siete un popolo di profeti, ma nessuno ve lo ha insegnato. Agli albori della Chiesa sulla Terra, lo Spirito Santo scendeva sulle prime comunità e guidava il popolo di Dio attraverso i suoi membri; ognuno esercitava il dono della profezia, e la Chiesa camminava nella verità, guidata dal mio Spirito. E adesso? La profezia si è spenta nella mia Chiesa, sostituita dai discorsi umani che non danno frutto, messa da parte come uno strumento inutile, guardata a vista come si fa col nemico. Eppure vi ripeto che siete un popolo di profeti. Apritevi dunque all’azione dello Spirito Santo, fatelo con umiltà, senza fanatismi e forzature. Offrite voi stessi e spogliatevi del vostro egoismo e delle vostre furbizie, delle vostre ambizioni e dei vostri narcisismi; sono sgraditi alla Spirito Santo. Egli sa bene ciò che può e deve compiere in ciascuno e nel popolo di Dio per far crescere il seme della santità. Chiedetegli di guidare la vostra vita e quella del suo popolo. Egli lo farà e vi condurrà a me, vi parlerà di me, e voi potrete parlare di Dio a quanti vi ascolteranno. Così crescerà il mio popolo e sarà un popolo santo. Allora i profeti si alzeranno di nuovo nelle assemblee e manifesteranno i desideri di Dio. Desidero parlare al mio popolo ed ammaestrare nell’intimo ciascuno di voi, perché sono io l’unico Maestro e sono anche il Signore; ho tutti i diritti di parlare direttamente al mio popolo, e lo farò. Perciò svegliatevi e prendete coscienza della vostra missione e della vostra dignità.

Il mio popolo è un popolo regale. Comprendete questo? Voi partecipate pienamente alla mia regalità, perché io sono il Re dell’universo. Tutti voi, nessuno escluso, siete chiamati a regnare con me. Così doveva essere fin dall’origine: l’uomo, creato da Dio, avrebbe dovuto governare la creazione a nome di Dio. Quale immenso privilegio e quale regalità! Ma il peccato originale non ha permesso tutto questo, e l’uomo sulla Terra da re si è trasformato in un tiranno, piccolo e feroce, che pretende di dominare non più a nome di Dio ma contro Dio.

Dopo la mia morte e risurrezione, sono asceso al cielo e regno nella gloria insieme al Padre mio e allo Spirito Santo. Nella mia gloria ho portato anche la vostra umanità che ho preso su di me. Così vi ho riabilitati di fronte al Padre mio e vostro, permettendovi di tornare a regnare con me e attraverso di me. Ora tocca a voi scegliere: se vi donate a me, con me regnerete. Se rifiuterete di farlo, continuerete ad essere quei piccoli tiranni che devastano la Terra, sempre in lotta con i vostri simili che si ritengono più forti di voi.

Che aspettate dunque a donarmi la vostra vita? Non vi sembra grande il destino che vi è riservato? Io non vi forzo mai, perché rispetto la vostra libertà. Perciò attenderò la vostra risposta. Quello che vi dico, lo dico per il vostro bene e per la vostra felicità, perché Dio non desidera altro per voi e non vi sfrutta mai.

Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

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